Il "mai" e il "per sempre". Due avverbi di tempo. Due opposte condizioni. Due parole che sembrano dare sicurezza. SΓ¬, perchΓ© l’essere umano ha bisogno di sicurezza per agire, ma soprattutto per vivere, e inevitabilmente finisce con il pronunciare queste parole per dare una forma definitiva a ciΓ² che sfugge dal suo controllo, in cerca di un rifugio. PerchΓ© ciΓ² che spaventa piΓΉ di ogni cosa Γ¨ il cambiamento. Ma la vita Γ¨ evoluzione, mutazione, trasformazione. Dire “mai” o “per sempre” Γ¨ concedere a noi stessi in primis, e poi agli altri, la convinzione di plasmare il tempo, ma soprattutto i sentimenti. Dire “ti amerΓ² per sempre” fa sentire sicuro chi abbiamo di fronte: gli regaliamo la convinzione che quel sentimento resterΓ immutato, a prescindere da tutto. O dire “non ti lascerΓ² mai” Γ¨ un modo per rafforzare un legame che percepiamo come essenziale, come se potesse salvarci dal fluire del tempo. Eppure, un “mai” puΓ² sciogliersi alla luce...
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