Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2026

𝕀𝕝 π•žπ•’π•š 𝕖 π•šπ• 𝕑𝕖𝕣 π•€π•–π•žπ•‘π•£π•– - di Giovanna Santarsiero

  Il "mai" e il "per sempre". Due avverbi di tempo.  Due opposte condizioni.  Due parole che sembrano dare sicurezza. SΓ¬, perchΓ© l’essere umano ha bisogno di sicurezza per agire, ma soprattutto per vivere, e inevitabilmente finisce con il pronunciare queste parole per dare una forma definitiva a ciΓ² che sfugge dal suo controllo, in cerca di un rifugio. PerchΓ© ciΓ² che spaventa piΓΉ di ogni cosa Γ¨ il cambiamento.  Ma la vita Γ¨ evoluzione, mutazione, trasformazione.  Dire “mai” o “per sempre” Γ¨ concedere a noi stessi in primis, e poi agli altri, la convinzione di plasmare il tempo, ma soprattutto i sentimenti.  Dire “ti amerΓ² per sempre” fa sentire sicuro chi abbiamo di fronte: gli regaliamo la convinzione che quel sentimento resterΓ  immutato, a prescindere da tutto. O dire “non ti lascerΓ² mai” Γ¨ un modo per rafforzare un legame che percepiamo come essenziale, come se potesse salvarci dal fluire del tempo.  Eppure,  un “mai” puΓ² sciogliersi alla luce...