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𝕀𝕝 π•žπ•’π•š 𝕖 π•šπ• 𝕑𝕖𝕣 π•€π•–π•žπ•‘π•£π•– - di Giovanna Santarsiero

 



Il "mai" e il "per sempre".
Due avverbi di tempo. Due opposte condizioni. Due parole che sembrano dare sicurezza.
SΓ¬, perchΓ© l’essere umano ha bisogno di sicurezza per agire, ma soprattutto per vivere, e inevitabilmente finisce con il pronunciare queste parole per dare una forma definitiva a ciΓ² che sfugge dal suo controllo, in cerca di un rifugio. PerchΓ© ciΓ² che spaventa piΓΉ di ogni cosa Γ¨ il cambiamento. 
Ma la vita Γ¨ evoluzione, mutazione, trasformazione. 
Dire “mai” o “per sempre” Γ¨ concedere a noi stessi in primis, e poi agli altri, la convinzione di plasmare il tempo, ma soprattutto i sentimenti. Dire “ti amerΓ² per sempre” fa sentire sicuro chi abbiamo di fronte: gli regaliamo la convinzione che quel sentimento resterΓ  immutato, a prescindere da tutto. O dire “non ti lascerΓ² mai” Γ¨ un modo per rafforzare un legame che percepiamo come essenziale, come se potesse salvarci dal fluire del tempo. 
Eppure,  un “mai” puΓ² sciogliersi alla luce del domani e un “per sempre” puΓ² dissolversi nel respiro della primavera. 
La veritΓ  Γ¨ che non abbiamo il controllo sul tempo, nΓ© sulle emozioni.
Il tempo non Γ¨ una retta: si interrompe, si piega, risale verso cime inesplorate, o precipita, sfiorando gli abissi piΓΉ scuri. L’unica certezza Γ¨ che prosegue e lo fa di volta in volta. Ecco allora il vero dono: il presente – il frammento di tempo piΓΉ importante.
Ogni “per sempre” pronunciato non Γ¨ altro che un tempo presente che si rinnova finchΓ© lo vogliamo. Ogni emozione, ogni gesto, ogni parola vive solo nell’attimo in cui lo proviamo con intensitΓ . Poi diventa ricordo, memoria, e la memoria Γ¨ giΓ  di per sΓ© mutazione. Cambia ogni volta che tornerΓ  a bussare alla porta dei pensieri, perchΓ© nel frattempo siamo cambiati noi e, inevitabilmente, Γ¨ cambiato il modo in cui percepiamo quel ricordo.
Cambiamo attraversando esperienze, viaggi, incontri, delusioni. Scopriamo lati oscuri e luminosi che ignoravamo di avere. 
CosΓ¬ l’ “Io” che aveva pronunciato anni prima il “mai” non Γ¨ piΓΉ lo stesso di allora e magari si ritrova a compiere proprio quell’atto sempre negato. 
L’ “Io” che aveva promesso il “per sempre” si renderΓ  conto che non puΓ² controllare  un cuore che batte in un tempo che muta.
Tutto questo dovrebbe renderci allora cinici o pessimisti? No, al contrario.
Tutto questo non puΓ² che renderci liberi.
La gioia, l’amore, il dolore: sentimenti che evolvono e che possono trovare una fine. È  questo che li rende preziosi. Non Γ¨ la certezza di un “per sempre”  a rendere un amore speciale, ma l’intensitΓ  con cui lo viviamo nel presente. Anche se finirΓ , la sua veritΓ  resterΓ  intatta.
Liberiamoci allora da queste catene e viviamo seguendo il battito del nostro cuore che segue l’intensitΓ  di un presente che rispecchia ciΓ² che vuole.  Il “mai” e il “per sempre” sono solo due confini che si sfiorano nel punto piΓΉ fragile del tempo: il presente.
È lì che tutto nasce, si trasforma, svanisce.
È lΓ¬ che siamo davvero vivi. 



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