ππ π‘ππ£ππ πππππ ππ πππ πππππ£π πππππππ - Giovanna Santarsiero
Nella magica Provenza esiste un parco incantato nel quale si puΓ² vivere un'esperienza unica e irripetibile; ovvero si puΓ² volare in cielo e guardare il mondo dall'alto salendo su di una magica quanto insolita mongolfiera.
Per far si che queste mongolfiere possano volare alte nel cielo non occorre conoscere solo le leggi della fisica e padroneggiare l'arte della navigazione aerea, bensì è necessario alimentare una fiammella speciale.
Γ un giorno di fine luglio, l'estate Γ¨ nel pieno della sua navigata e la Provenza si colora di tinte particolari grazie ai campi di lavanda in fiore che regalano paesaggi da cartolina capaci di togliere il fiato. La Costa Azzurra Γ¨ uno spettacolo, piena di vita e con quel suo mare terso e reso brillante dai raggi del sole che arrivano a baciare le onde che danzano seguendo un ritmo tutto loro.
In questo quadro temporale magico tre amici Jaqueline, Jean e Philippe se ne stanno nel parco all'ombra di un albero secolare, seduti su di una panchina in cerca di riposo dopo una giornata trascorsa a giocare.
«Questa sosta ci voleva!» dice Philippe un ragazzino dai capelli castani come i chicchi di cafffΓ¨.
«Eh giΓ ! Abbiamo esaurito le nostre energie anche oggi!» risponde Jean una ragazzina dal folto carrΓ¨ che le arriva alle spalle, anche lei dai capelli castani ma meno scuri rispetto al suo amico Philippe.
In silenzio, se ne sta Jaqueline, la piΓΉ grande dei tre, una ragazza dai capelli lunghi e dorati, come le spighe di grano illuminate dai raggi del sole, ad ammirare nel lago in lontananza un cigno che maestoso solca le acque calme e piatte. I due amici seguono lo sguardo della loro amica e incuriositi le chiedono: «Non hai mai visto un cigno prima, Jaqueline?»
«Certo che l'ho giΓ visto, ma ogni volta mi sorprendo dinanzi alla magia della natura e delle sue meraviglie. Avete solo idea di quante di esse si compone la Terra?»
«Sicuramente tatissime!» risponde subito Philippe.
«E noi ce ne stiamo qui a passare l'estate, senza provare a scoprire posti nuovi!» dice Jean.
«Esatto. Proprio per questo, vorrei proporvi una cosa nuova. PerchΓ¨ domani, qualche ora prima del tramonto, non andiamo al Parco delle Mongolfiere Magiche?» dice Jaqueline.
«Esiste questo parco davvero?» chiede incredulo Philippe che di questo parco non ne aveva mai sentito parlare.
«Si esiste ed Γ¨ meraviglioso! Juliette, una mia cugina, passando ieri da casa ne parlava estasiata. Raccontava dell'emozione che ha provato nel salire in volo e di quanto fosse incantevole il paesaggio sottostante. Immaginate di poter ammirare tutta la Provenza dall'alto!»
«SarΓ sicuramente meraviglioso. Allora domani ci andremo!» dice Jean dopo esser stata contagiata dall'entusiasmo della sua amica, appoggiata da Philippe che fa si con la testa con gli occhi pieni di una luce intrisa di magia ed eccitazione.
Presa la decisione, i tre amici si salutano e corrono a casa carichi di meravigliose aspettative e con occhi sognanti cominciando il conto alla rovescia. L' attesa si sa, è parte del piacere che si prova ogni volta in cui si sta per verificare un'esperienza nuova e per i tre amici essa è carica di gioia ma anche di ansie come accade per ogni prima volta. Tuttavia le lancette girarono e così l'ora dell'appuntamento arrivò.
Tutti puntuali, ecco gli amici pronti a raggiungere il parco che si trova in una zona periferica immersa del verde e che non dista così tanto dalla riva del mare. Intrecciati da un filo incantato, Jaqueline, Jean e Philippe si avvicinano al gigantesco arco su cui è riportata l'insegna "Il parco delle Mongolfiere Magiche". Lo attraversano e dalle loro bocche esce un "WOW!" carico di stupore di fronte a quel campo trapuntato dai colori vivaci di mongolfiere pronte a volare alte nei cieli della Provenza. I tre amici si avvicinano ad un uomo distinto che si occupava del parco.
«Buon pomeriggio Signore! Siamo qui per poter fare un viaggio sulle mongolfiere!»
«Ma certo ragazzi miei. Venite con me cosΓ¬ vi do le indicazioni giuste»
I tre amici seguono l'uomo che li conduce verso le mongolfiere ancorate al suolo, in attesa di passeggeri coraggiosi e felici.
«Sono piΓΉ piccole delle mongolfiere che ho visto in un libro» dice Jean.
«Brava signorina, hai giΓ notato un particolare di questo parco. Come riportato sull'insegna questo Γ¨ un parco di mongolfiere insolite, infatti sono definite magiche proprio perchΓ¨ sono piΓΉ piccole e mettono alla prova i vari passeggeri portandoli a fare un viaggio non solo attraversando la Provenza dall'alto ma anche nei propri sentimenti ma questo lo scoprirete da soli»
«Sembra interessante!» dicono in coro i tre amici.
Senza indugiare troppo, ognuno di loro sceglie la sua mongolfiera: Philippe sceglie quella arancione con delle larghe strisce blu, Jean decide di salire su quella arancione con decorazioni gialle e Jaqueline si dirige verso quella rosa con dei petali sulla parte bassa del telo azzurri. Salgono nel cesto e ognuno di essi attende le indicazioni.
«Allora ragazzi, le mongolfiere riescono ad alzarsi in cielo grazie al principio di Archimede secondo il quale l'aria calda Γ¨ piΓΉ leggera di quella fredda, cosΓ¬, con il calore che verrΓ sprigionato dalle fiammelle poste sotto il pallone in telo sisntetico, ovviamente resistente al calore, la mangolfiera si leverΓ in cielo. Modulando la fiamma e sfruttando le correnti dei venti si puΓ² di conseguenza adattare l'andamento della mongolfiera. servirΓ piΓΉ calore per salire e meno per scendere. Oltre a queste indicazioni Γ¨ necessario sapere che dovrete essere liberi dalle vostre paure per poter volare!»
I ragazzi guardano l'uomo a bocca aperta e con occhi timorosi. Per quanto la spiegazione fosse stata chiara, sarebbero stati in grado di fare tutto questo?
L'uomo, perΓ², sotto il suo folto baffo, ride sornione, leggendo nella mente dei tre giovani ragazzi e prosegue «Niente paura! Non sarete certamente soli nella vostra avventura in quanto inesperti e per evitare problemi tecnici sarete affiancati da Vincent che affiancherΓ te Philippe, Camille che affiancherΓ Jean e Γlise che affianchera Jaqueline. Questi ragazzi sono miei collaboratori esperti e vi guideranno quindi rilassatevi pure»
Seguendo le istruzioni dell'uomo i tre ragazzi salgono sui cesti delle mongolfiere in base allo schema prestabilito così da affinacare i tre ragazzi che tirano subito un sospiro di sollievo.
«Buon divertimento rqagazzi!»
L'uomo va via e i tre affiancatori iniziano ad azionare le fiammelle contemporaneamente. Il primo a levarsi in volo Γ¨ Philippe curioso di scoprire il paesaggio dall'alto e da sempre governato dal suo istinto. La seconda mongolfiera a levarsi Γ¨ quella arancione e gialla di Jean che, dapprima titubante, con il sorriso di Camille riesce a lasciarsi andare e a salire in alto nel cielo.
Jean e Philippe ridono spensierati godendosi il panorama mozziafatto, ma ad un certo punto si rendono conto che la mongolfiera di Jaqueline non Γ¨ in alto con loro.
La mongolfiera rosa, infatti, sembra non riuscire a decollare e allora Jaqueline si volta verso la sua affiancatrice Γlise e le chiede:
«Γlise perchΓ¨ non riesco a volare? La fiammella Γ¨ a posto, i tempi anche cosa c'Γ¨ che non va?»
«Jaqueline la tua fiammella Γ¨ accesa ma non Γ¨ abbastanza alimentata e se hai ascoltato bene le parole del responsabile del parco ha parlato si di aria calda e fredda e delle correnti atmosferiche ma ha anche aggiunto che bisogna essere liberi psicologicamente dalle proprie paure per poter volare!»
«Ma sono cosΓ¬ entusiasta, ho proposto addirirttura io ai miei amici di venire qui al parco!»
«Sicuramente l'entusiasmo c'Γ¨ ma il tuo cuore Γ¨ ancorato ai timori e alla tua mancanza di fiducia verso il prossimo e verso l'amore e questo ti rende pesante a tal punto da non riuscire a volare»
Jaqueline ci pensa un pò su. Philippe è da sempre un ragazzo che segue l'istinto senza preoccuparsi troppo di possibili intoppi, Jean, per quanto più composta e razionale, ha sempre dimostrato di essere fiduciosa verso la vita affrontandola con ottimismo e soprattutto credendo nell'amore. In lei, invece, c'erano molti pensieri che affollavano la mente: la paura legata al fallimento, il timore di non essere accettata perchè i suoi compagni di scuola la denigravano portandola a non riuscire ad avere fiducia negli altri e la difficoltà di lasciarsi andare all'amore incondizionato.
Tuttavia lei vuole volare e determinata decide di impegnarsi e dare il via alla sua trasformazione. Respira profondamente chiudendo gli occhi per liberarsi da quel peso e inizia a pensare a tutto ciΓ² che di bello ha nella vita: la sua famiglia, i suoi amici, i momenti gioiosi e all'amore verso se stessa e quello di coloro che le sono da sempre vicini, poi guarda Γlise negli occhi e le stringe la mano. Si guardano sorridendo entrambe innescando cosΓ¬ un legame di fiducia.
Improvvisamente la fiammella aumenta vigorosamente e la mongolfiera inizia a muoversi, le corde si allentano dolcemente e si solleva dal suolo alzandosi verso il cielo. Jaqueline sente un brivido percorrerle la schiena e l'entusiasmo aumentare. La mongolfiera si alza sempre di piΓΉ e dinanzi ai suoi occhi si apre la meraviglia: infiniti campi di lavanda si estendo sotto di lei profumando l'aria di quella fragranza piacevole e magica, per non parlare della distesa azzurra del mare in cui poter affogare i pensieri e sprigionare energia positiva. Tutto questo sullo sfondo di un tramonto dai colori pastello mentre le risate gioiose dei suoi amici, finalmente visibili, allietano quello spettacolo mozzafiato.
Le mongolfiere magiche insegnarono a Jaqueline di come i pensieri negativi, la sfiducia verso noi stessi e gli altri e soprattutto la paura verso l'amore possono creare in noi limiti insormontabili che sono solo frutto della mente e che per volare bisogna liberarsi da queste catene generate dalle nostre paure e non smettere mai di credere nel piΓΉ puro dei sentimenti: l'amore.

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