Articolo a cura di Giovanna Santarsiero Ci sono autori che non si limitano ad essere una sola figura, e Francesco Guccini era uno di questi. Oggi che il Maestrone ci ha lasciati, la sua assenza fisica scava un vuoto profondo, ma la grandezza monumentale del suo animo e della sua opera resta un'impronta indelebile, un patrimonio che il tempo non potrà scalfire. Poliedrico nella sua capacità di narrare, costruire scene, dare volto agli sconfitti e trasformare un suo personale ricordo in una domanda collettiva, Guccini è stato in grado di edificare una tangibile e inequivocabile traccia nel mondo. Narratore in musica, con il passo del poeta e l’attenzione del cronista, nei suoi testi, intrisi di ironia emiliana ma anche di malinconia verso ciò che il tempo porta con sé, emergono sfumature intense di una società: urgenza civile, memoria familiare, storia. Fin dall’esordio di Folk beat n. 1 , Guccini mostra di voler allargare la canzone d’autore oltre la confessione sentimentale. Il f...
Articolo a cura di Giovanna Santarsiero Ci sono voci che non si limitano a cantare il proprio tempo: lo attraversano, lo incrinano, lasciano passare una luce inattesa. Quella di Rino Gaetano ha il timbro di una strada dopo la pioggia, ruvido e ostinato, capace di fermarsi davanti alla tristezza senza consegnarsi ad essa. Nelle sue canzoni la malinconia non è una stanza chiusa, ma una soglia: basta una frase, un ritornello, una deviazione ironica perché da lì entri aria nuova. Rino Gaetano nacque a Crotone il 29 ottobre 1950 e nel 1960 si trasferì a Roma con la famiglia. La capitale diventò il paesaggio umano della sua scrittura: una città di incontri e solitudini, di voci sovrapposte, di verità dette di traverso. Morì a Roma il 2 giugno 1981, a trent’anni, dopo un incidente stradale. Ma la sua storia non si lascia chiudere in quella data: continua nella voce che torna ogni volta a mettere in discussione ciò che sembrava già spiegato. Gaetano non predicava. Preferiva spostare appe...