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AGAPE: Volevo le scarpe con i lacci di Anna Valente

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Nella normalità collettiva, Giuliana, la protagonista di questa storia, si colloca nel mezzo fungendo da spartiacque fra il reale e il surreale. AGAPE (ἀγάπη) è un termine greco che simboleggia l'amore incondizionato, disinteressato, universale — un amore che va oltre ciò che è tangibile. Ma in questo romanzo il termine acquisisce un significato ancora più potente e stratificato.  La storia di Giuliana è particolare, intima, necessaria. In lei convivono realtà parallele che trovano il modo di comunicare attraverso delle "voci": presenze che sono insieme cura e condanna, dono e peso. Vi è mai capitato di vedere nei sogni ciò che poi si verifica da lì a poco? O avete mai provato sensazioni particolari che sembravano voler anticipare un avvenimento nefasto? Ecco, questo è il territorio in cui Anna Valente ci conduce con una prosa limpida e icastica, capace di sfiorare corde profonde senza mai cadere nelle lusinghe della retorica. ...
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Iᒪ ᗪIᗩᐯᗝᒪᗝ ᐯᗴᔕᎢᗴ ᑭᖇᗩᗪᗩ 2 - IL SEQUEL CHE LASCIA L'AMARO IN BOCCA

  Il flop dei suquel di oggi. . . dove si inciampa? Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. A circa una settimana dall'uscita dell'attesissimo film dell'anno, Il diavolo veste Prada 2, il dibattito è già acceso. Il tentativo di dare un sequel ad un film cult che ci ha appassionato per vent'anni non è stato centrato. Forse perché questo è uno dei casi in cui non avremmo voluto un proseguo: un film che abbiamo rivisto almeno una volta all'anno, capace di farci tornare in un'epoca in cui il cinema raccontava storie autentiche e brillanti. Perché negli ultimi anni i sequel deludono sempre più spesso? Forse la vera spiegazione sta nel voler rivivere il successo del passato puntando alla nostalgia nei fanni che, spinti per curiosità, si fionderanno nelle sale, generando incassi facili. Ma la verità è che la magia non si replica a comando. La trama Ritroviamo la nostra amata Andy – interpretata dalla radiosa Anne Hathaway – che ha costruito la carriera dei suoi sogn...

2030: APOCALYPSE WAR - di Elisa Delpari

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Amanti del fantasy, ecco un romanzo da non perdere! Allacciate le cinture e preparatevi a entrare, insieme a Elektra – la protagonista di questa avvincente storia – nel 2030. Dopo averla lasciata nel precedente romanzo  “1944: THE REBELLION” , ritroviamo Elektra ormai adulta, residente a New York. Lavora come chirurgo nel più rinomato ospedale della città, è sposata  con l’amore della sua vita, Daniel, e conduce un’esistenza apparentemente serena e appagante. Immersa in un’epoca dominata dalla tecnologia, Elektra ci mostra, attraverso i suoi occhi, un mondo completamente automatizzato, dove ogni aspetto della vita quotidiana è stato trasformato dal progresso. Tuttavia, nelle sue parole si percepisce una sottile nostalgia per un passato più “umano ” e meno digitale. Una notte, però, qualcosa cambia. Le visioni che avevano segnato la sua adolescenza tornano a tormentarla, ma questa volta assumono forme diverse. Non riguardano più ...

La camera chiara - di Roland Barthes

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. Per gli appasionati di fotografia, questa recensione non può passare inosservata! La camera chiara di Roland Barthes è un testo che va oltre lo studio della tecnica fotografica: conduce il lettore in un percorso di analisi profonda sull'immagine, offrendo un modo di guardare e interpretare la fotagrafia a 360°. Scritto e pubblicato pochi mesi della sua morte nel 1980, il libro su fonda su due concetti chiave che diventano materia di analisi: Studium e Punctum. Il primo è l'aspetto della fotografia che appreziamo razionalmente, ciò che in sostanza suscita il nostro interesse culturale e intellettuale; il secondo, invece, è quel particolare e inatteso dettaglio che cattura l'occhio e tocca profondamente l'intimità dell'osservatore, smuovendo in lui sensazioni già vissute o comunque nuove. Barthes definisce la fotografia "testimone del passato".Essa è legata a un frammento di tempo scomparso e irripetibile, ma ne c...

MOTORVALLEY - La nuova miniserie Netflix

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. State cercando una serie adrenalinica, che vi trascini nel mondo dei motori e delle intense emozioni? Allora non potete perdere la nuova  miniserie approdata su Netflix il 10 febbraio 2026: MOTORVALLEY . Il titolo è un chiaro richiamo al nome con il quale viene definita l'Emilia Romagna, terra madre dei grandi marchi automobilistici italiani: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati ecc. Ed è proprio in questo luogo, dove il rombo dei motori è parte del DNA collettivo, che prende vita una storia capace di unire passione, riscatto e coraggio, sradicando gli stereotipi di un mondo maschilista. Elena Dionisi è una dei protagonisti,  interpretata dalla bravissima Giulia Michelini, amata per aver regalato al pubblico diverse interpretazioni importante, come Rosy Abate. Elena è l'anima della scuderia di famiglia, capitanata dal padre, e sogna di vincere il campionato GT. Ci riesce ma la squalifica è dietro l'angolo a causa dell'irreg...

𝕀𝕝 𝕞𝕒𝕚 𝕖 𝕚𝕝 𝕡𝕖𝕣 𝕤𝕖𝕞𝕡𝕣𝕖 - di Giovanna Santarsiero

  Il "mai" e il "per sempre". Due avverbi di tempo.  Due opposte condizioni.  Due parole che sembrano dare sicurezza. Sì, perché l’essere umano ha bisogno di sicurezza per agire, ma soprattutto per vivere, e inevitabilmente finisce con il pronunciare queste parole per dare una forma definitiva a ciò che sfugge dal suo controllo, in cerca di un rifugio. Perché ciò che spaventa più di ogni cosa è il cambiamento.  Ma la vita è evoluzione, mutazione, trasformazione.  Dire “mai” o “per sempre” è concedere a noi stessi in primis, e poi agli altri, la convinzione di plasmare il tempo, ma soprattutto i sentimenti.  Dire “ti amerò per sempre” fa sentire sicuro chi abbiamo di fronte: gli regaliamo la convinzione che quel sentimento resterà immutato, a prescindere da tutto. O dire “non ti lascerò mai” è un modo per rafforzare un legame che percepiamo come essenziale, come se potesse salvarci dal fluire del tempo.  Eppure,  un “mai” può sciogliersi alla luce...

DOVE TORNANO GLI ALBERI - di Eliana Sci

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero   Dove tornano gli alberi è un breve ma intenso romanzo introspettivo che nasce da un’esigenza profonda: quella di ritrovarsi. L’autrice, Eliana Sci, ci conduce per mano in un viaggio non nello spazio, ma nella profondità del nostro cosmo interiore, spingendoci a distaccarci dal mondo attuale, fatto di like, schermi luminosi e consensi, per immetterci nell’essenza più pura: quella della natura. Tutto ha inizio un giorno qualunque, quello in cui una donna avverte l’urgente esigenza di tornare a respirare “ossigeno” da una vita troppo frenetica, dominata dal caos. La sua è una stanchezza non tanto fisica quanto psicologica. Il richiamo del bosco giunge in suo aiuto, e così lei si ritrova ad attraversarlo. Lo aveva fatto altre volte, ma questa è diversa. Il bosco era diventato una parentesi – troppo presa dagli impegni e dal correre quotidiano – ma adesso, ritornarci non è più un gesto qualunque, bensì rappresenta un ritorn...