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Il tempo fermo – di Giuseppe Storti

Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Carlo e il suo “tempo fermo” si insinuano nell’animo agevolmente, sfiorando alle volte delicatamente, altre energicamente, corde sensibili. Assopite e poi risvegliate dai passaggi abilmente strutturati dall’autore, le emozioni sono portate ad un elevato livello di analisi. Le vicende toccano da vicino il lettore che si trova a leggere la storia di Carlo in un soffio di vento, portando avanti in parallelismo un’analisi di sé stesso, immaginandosi nei panni di un protagonista che si mette totalmente a nudo. Le sue riflessioni collegate a passaggi letterari, ci catapultano in un’epoca remota in cui l’arte del corteggiamento e dell’amore erano tipiche di una quotidianità che si è estinta nel tempo. Queste connessioni con citazioni e poesie trascritte, creano un punto fermo nel lettore, un momento intimo per riflettere e in qualche modo ritrovare tracce di sé fra quelle righe. Si, perché il viaggio introspettivo di quest’uomo di mezz’età, che si tro...
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Giornata Nazionale del Gatto: il 17 febbraio si celebra in tutta Italia il felino più amato - articolo di Giovanna Santarsiero

Oggi, 17 febbraio 2026, in tutta Italia si celebra uno degli animali domestici più amati e misteriosi: il gatto. Questa ricorrenza, istituita nel 1990, nacque da un ’idea della giornalista Claudia Angeletti, che lanciò un referendum sulla rivista  Tutto Gatto  per scegliere una data dedicata al felino. La proposta vincente arrivò da Oriella Del Col, che individuò nel 17 febbraio il giorno perfetto per onorare il gatto e il suo spirito libero. Le motivazioni della scelta sono affascinanti e ricche di simbolismo. Febbraio è il mese dell’Acquario, segno zodiacale anticonformista e indipendente, proprio come il gatto. Inoltre, secondo antiche credenze popolari, febbraio è anche il mese dei gatti e delle streghe, un legame che affonda le radici nella tradizione e nella magia. Il numero 17, considerato da sempre portatore di sventura, richiama l’antico pregiudizio che associava il gatto nero alla malasorte. Ma, ribaltando il significato, il 17 diventa simbolo di rinascita e fortuna:...

A cena con l’assassino di Alexandra Benedict

  Recensione a cura di Rosa Pace. Ho letto A cena con l’assassino di Alexandra Benedict spinta dalla voglia di affrontare una lettura a tema natalizio (sì, lo ammetto: sono una Grinch in recupero ). Il romanzo è ambientato proprio nel periodo di Natale e ruota attorno a una giovane donna che, dopo anni di distanza, è costretta a tornare nella casa materna in seguito a un misterioso invito della zia. Quest’ultima, però, muore poco dopo aver lanciato il suo tradizionale “gioco di Natale”, una sorta di sfida tra gli eredi in cui la vincita finale è proprio la casa di famiglia. Una casa che la protagonista non desidera affatto, perché legata al trauma più grande della sua vita: la morte della madre, ufficialmente archiviata come suicidio. Ma la zia, prima di morire, insinua un dubbio inquietante e se invece fosse stato un omicidio? Da qui parte un gioco psicologico tra cugini ed eredi, fatto di segreti, rivalità e vecchie ferite mai rimarginate. Il libro è un thriller, ma l...

Le disavventure della befana - di Simona Mancusi

È notte fonda quando la befana lascia la sua dimora per mettersi in viaggio. Indossa lo scialle, si richiude la porta alle spalle e sospirando recita la solita preghiera di ogni anno. “Gesù mio aiutami tu, fa che io affronti questo viaggio con grande coraggio e che ritorni a casa dopo aver distribuito ogni omaggio”. Ad attenderla un lungo volo in sella alla scopa. Sono più di ottocento anni che quell’arnese le fa compagnia. Peccato solo per il manico consumato, per il legno diventato marcio, per la spazzola sfilacciata… Ecco, a parte questo sembra ancora nuova di zecca! Befana lo ricorda bene il giorno in cui la trovò, in una stradina poco lontana dalla sua casa, in Germania. L’aveva lanciata dalla finestra una signora tutta inviperita, dopo che aveva scoperto dei tradimenti del marito. Costui di lavoro faceva il netturbino, ma invece di andare a pulire le strade, girovagava in cerca di amanti. La moglie, quando lo venne a sapere, utilizzò la scopa per prenderlo a bastonate...

Il Natale sul Tevere - di Giovanna Santarsiero

 

Ancora uno Bart - di Antonio Tripaldi

“Nah! Versane ancora uno Bart” “Nessuno ti aspetta a casa stasera? La signora?” “La signora è dai suoi per il cenone quindi, versa pure, e versane uno bello grosso” Il bar era quasi deserto. Tranne qualche avventore seduto ai tavolini, seduto al bancone c’era solo lui, Robert. Non aveva alcuna voglia di tornare a casa e starsene da solo quella sera. “Come mai non sei insieme a Carla per le feste?” “Solite storie Bart, incomprensioni, gelosie. Quando si è ancora all’inizio tutto sembra bello e pieno di emozioni, poi vi conoscete a fondo, andate a vivere insieme. Per te subentra la noia, per lei il fastidio ed il sospetto. Ancora uno Bart.” “Guarda che tra un po devo chiudere” “‘Naaah. Chiama due pollastrelle e spassiamocela un po insieme stasera” “Non avrai già bevuto un po troppo?” “Io bevo sempre il giusto, vai con il liscio” Verso’ l’ennesimo whisky fino all’orlo, sperando fosse l’ultimo. “E Janet che fine ha fatto? La vedi più?” “Naaah amico. Ha fatto le valigie e mi ha piantato in ...

L’ultimo posto a tavola - di Giovanna Santarsiero

  I luoghi non cambiano: siamo noi a farlo, e, conseguentemente, anche ciò che i nostri occhi riescono a vedere. Modica. Erano trascorsi dieci anni dall’ultima volta in cui Luisa aveva messo piede lì, fra quelle case dorate ai pendici della valle, protese verso il cielo. Sembravano voler custodire segreti passati che nessuno aveva mai trovato il coraggio di svelare o forse ascoltare davvero. Aveva giurato a sé stessa che non sarebbe più tornata lì, eppure sedeva sul sedile posteriore di un taxi bianco che la stava riportando verso la sua casa d’infanzia, quella che l’aveva vista crescere, quella che l’aveva vista diventare donna prima della sua inarrestabile partenza, quella che sarebbe stata venduta a breve. Ecco la ragione del suo viaggio: tornare da mamma Teresa per aiutarla a svuotare quelle stanze da un ingombrante passato, dalle discussioni e i logorroici silenzi. Mantenere quella casa era diventato impossibile, soprattutto dopo la morte di suo padre Rodolfo, affe...