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IL MIO NOME È CARLO - Un ragazzo qualunque capace di guardare oltre

  Domenica 27 settembre 2026 è stato trasmesso sul piccolo schermo Il mio nome è Carlo , un film diretto da Giacomo Campiotti che racconta la breve ma intensa vita di Carlo Acutis, un ragazzo prescelto, spentosi a poco più di quindici anni a causa di una leucemia fulminante. Carlo ha fatto della propria vita una testimonianza di fede e carità. Un ragazzo qualunque, che insegue le sue passioni e che, tuttavia, sin dalla tenera età manifesta una profonda compassione per gli emarginati e una forte vicinanza a Dio. È proprio questo a far intuire alla madre Antonia che quella creatura rappresenti un dono. Nel film viene messa in evidenza la normalità di Carlo, ancor prima della sua santità. Il protagonista riesce a guardare oltre, con un meraviglioso sorriso che diventa una fonte di luce per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo. È un giovane che invita all’originalità, pur appartenendo a quella generazione che inizia ad avvicinarsi sempre più alla rete. Carlo vede i...
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I CONVITATI DI PIETRA - di Michele Mari

  Quando l'amicizia presenta il conto Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Eccomi oggi a recensire il romanzo che si è aggiudicato il primo posto del Premio Letterario Strega 2026: I convitati di pietra di Michele Mari. Edito da Enaudi nel novembre 2025, il romanzo sin dalle prime pagine tiene il lettore incollato alla vicenda, portandolo a braccetto fino alla fine. La vicenda prende avvio da un patto stretto fra gli alunni della III A, al termine della maturità, quando una riffa viene pensata come un gioco destinato a perpetuarsi nel tempo. Si decide di destinare la somma ai tre superstiti, una promessa bizzarra che accompagnerà l'esistenza dei partecipanti, caricandosi proggressivamente di tensione e di significati. Sicuramente uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la gestione delle vicende. Seguire e caratterizzare un gruppo così numeroso di personaggi è una difficoltà evidente, che Mari l'affronta con notevole efficacia: ciascuno conserva una fisionomia rico...

La Signora delle Camelie - di Alexandre Dumas Fils

Recensione a cura di Rosa Pace I classici su di me hanno sempre un effetto positivo: hanno quella capacità rara di attraversare il tempo e arrivare esattamente dove devono, senza sbagliare mai. La signora delle camelie mi ha fatto molta tenerezza. Dumas racconta una storia d’amore, ma soprattutto una storia di solitudine, giudizio e dolore. Marguerite è un personaggio che, al di là delle sue scelte e delle apparenze, porta dentro una fragilità che arriva profondamente. Forse è proprio questo che mi ha colpita di più: il dolore di chi viene guardato attraverso i propri errori, escluso, maltrattato o ritenuto indegno di essere amato. Una lettura delicata e struggente, che lascia qualcosa dentro. E ancora una volta un classico mi ricorda perché non smetto di sceglierli.

IL VENERDI' DELLA MUSICA: CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL, IL SUONO DELL'AMERICA IMMAGINATA

  07 agosto 2026 Articolo a cura di Giovanna Santarsiero Esattamente due giorni fa , il 5 agosto del 1969, usciva Green River, il terzo famoso album dei Creedence Clearwater Revival, una band che è diventata leggenda senza quell'inarrestabile voglia di inseguire l'eccesso, di cadere nel cliché del virtuosismo fine a sé stesso, di cercare ad ogni costo l'effetto speciale. Ciò che per loro faceva la differenza era una voce inconfondibile, un riff asciutto, una batteria dritta e quei testi che sembravano provenire da un'America contraddittoria, molto volte immaginata più che reale. Le origini Tutto ebbe inizio fra i banchi di scuola, nella California di fine anni '50 a El Cerrito, con John Fogerty, Stu Cook e Doug Clifford, legati da una passione comune: il rock'n'roll. A loro si unirà poi Tom Forgerty, fratello maggiore di John. Il nome che consacrò la band rendendola immortale non arriva subito, ma solo nel 1967, quando si arriva al progetto che crea i Creede...

TUTTO IL BLU DEL CIELO - Mélissa Da Costa - Recensione a cura di Rosa Pace

  Ci sono libri che accompagnano il lettore ben oltre l'ultima pagina. Tutto il blu del cielo di Melissa Da Costa è uno di questi. È un romanzo che parla di viaggio, di incontri, di silenzi e di quella capacità, sempre più rara, di fermarsi ad osservare il mondo con occhi diversi. Tra le pagine ho trovato frasi che meritano di essere custodite: "Se piangiamo perché il sole è tramontato, le lacrime ci impediranno di vedere le stelle." "Bisogna camminare nel buio per vedere la luce." Due citazioni che, da sole, racchiudono una parte dell'anima di questo libro. Una piacevole sorpresa è stata ritrovare Paolo Nutini tra le pagine del romanzo. L'avevo scoperto grazie a Rocco Schiavone, una serie che amo profondamente e ritrovarlo anche qui mi ha regalato un sorriso in più, come quando si incontra un vecchio amico lungo il cammino. Melissa Da Costa ha uno stile delicato ma intenso, capace di raccontare i grandi temi della vita senza mai eccedere. Attraverso pae...

Marilyn Monroe: quando l'immortalità nasconde una donna - di Giovanna Santarsiero

  "Cosa indosso per andare a letto? Chanel N°5, naturalmente" Una frase iconica pronunciata da Marilyn Monroe che in poche parole aveva saputo condensare l'immagine che il mondo, abbagliato dalla sua fisicità, avrebbe continuato ad attribuirle: sensualità, lusso, leggerezza, desiderio. Eppure, dietro quel volto seducente e quei capelli biondi diventati leggenda, c'era Norma Jeane: una donna complessa, attraversata da ambizione e vulnerabilità, da sorrisi capaci di arrivare agli occhi e da fragilità profonde. C'era dunque un mondo intero dietro quella figura sexy che Hollywood aveva intessuto. Un anniversario che non passa Quello che accadde nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962 è tutt'ora impresso nell'immaginario collettivo e continua ad echeggiare nel tempo. Forse perchè le ombre su quella morte inaspettata e avvenuta in circostanze sospette, lasciano ancora la scena ai dubbi e al dispiacere, impedendo al fitto sipario di scivolare giù e occultare tutt...

Quando il talento incontra il riconoscimento: Cinzia Perrone vince #IOLEGGOFORTE di Giovanna Santarsiero

Ci sono vittorie che ti riempiono il cuore di gioia, anche quando non sono tue. Oggi voglio celebrare qui, su La Casa Azul, un traguardo straordinario raggiunto da una scrittrice che conosco bene, che ho avuto il privilegio di recensire e che ha arricchito con la sua penna la rubrica Le Storie della Buonanotte : Cinzia Perrone. Dal 24 al 26 luglio 2026, Cinzia ha partecipato al Festival della Lettura a voce alta #IOLEGGOFORTE a Senigallia, una delle kermesse culturali più prestigiose del panorama nazionale, dedicata all'arte della lettura condivisa e della voce. Un festival nato nel 2022 che è diventato, edizione dopo edizione, un punto di riferimento imprescindibile per chi ama i libri e la potenza della parola narrata. Il momento della vittoria I l 26 luglio, nell'evocativa cornice dell'area archeologica La Fenice – a pochi passi dal teatro omonimo – Cinzia ha vissuto uno di quei momenti che segnano una carriera letteraria. Ha ascoltato il suo estratto letto magistralment...