Articolo a cura di Giovanna Santarsiero Ci sono artisti che attraversano la musica come una stagione intensa: arrivano, sconvolgono l’aria, lasciano un profumo riconoscibile anche dopo molto tempo. Amy Winehouse appartiene a questa categoria rara. La sua voce non è mai stata soltanto una voce: era una stanza piena di ombre, velluto, ferite, ironia, desiderio, solitudine. Era soul, jazz, blues, ma soprattutto verità. Ricordare Amy Winehouse significa avvicinarsi a un talento straordinario senza trasformare il dolore in spettacolo. Significa onorare l’artista, la donna, la sua musica, la sua complessità. Significa riconoscere che dietro l’icona dai capelli cotonati, dall’eyeliner marcato e dai tatuaggi c’era una sensibilità enorme, spesso esposta, spesso fraintesa, spesso lasciata sola davanti al rumore del mondo. Amy non cantava per sembrare perfetta. Cantava come se ogni nota dovesse portare fuori qualcosa che non poteva più restare dentro. Questa è forse una delle ragioni pe...
Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Benritrovati amici! Oggi vi propongo un saggio davvero molto interessante che vi permetterà di sfidare la legge umana sulla matematica. Pronti a lasciarvi sorprendere? 1. Il pregiudizio dei numeri C’è chi, davanti a un’equazione, sente un brivido di paura. La matematica, per molti, è stata la materia delle distanze: quella che divideva chi “capiva” da chi “non era portato”. Eppure, se ci si ferma un momento, la matematica è ovunque: nel ritmo del respiro, nel battito del cuore, nel tempo che scandisce le giornate. Forse il problema non è mai stato nei numeri, ma nello sguardo con cui li abbiamo osservati. 2. Il professore che racconta la vita con i numeri Rocco Dedda, docente di matematica e fisica al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Pescara, è uno di quei professori che non si accontentano di spiegare formule: le fanno vivere. Divulgatore appassionato, ha ideato il progetto “Un quarto d’ora con il Prof”, in cui porta la matematica fuor...