Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Cosa si è disposti a fare per lavoro? Dal Giappone arriva un thriller psilogico che ha venduto 700.000 copie, posizionandosi primo nella classifica dei best seller e restandoci per settimane. Sembra inoltre abbia solleticato i maestri dei fumetti e del cinema, che stanno pensando di trasformare le pagine di questo romanzo in immagini. Dati i presupposti, non potevo certo farmi sfuggire l'occasione di ficcare il naso fra queste righe abilmente intrecciate da Akinari Asakura, un giovane scrittore che con la sua penna mette sotto i riflettori i meccanismi sociali giapponesi. Fra i tanti temi, quello della ricerca del lavoro è tra i più scottanti. Un'impresa non sempre facile che porta molti giovani a dover fare i conti con ripetute porte sbattute in faccia e con sogni troppo grandi che vanno a schiantarsi contro una dura realtà. Nella fattispecie, entriamo nella mente di Shogo Hatano, un giovane aspirante che è riuscito ad arriva...
Articolo a cura di Giovanna Santarsiero Ci sono artisti che attraversano la musica come una stagione intensa: arrivano, sconvolgono l’aria, lasciano un profumo riconoscibile anche dopo molto tempo. Amy Winehouse appartiene a questa categoria rara. La sua voce non è mai stata soltanto una voce: era una stanza piena di ombre, velluto, ferite, ironia, desiderio, solitudine. Era soul, jazz, blues, ma soprattutto verità. Ricordare Amy Winehouse significa avvicinarsi a un talento straordinario senza trasformare il dolore in spettacolo. Significa onorare l’artista, la donna, la sua musica, la sua complessità. Significa riconoscere che dietro l’icona dai capelli cotonati, dall’eyeliner marcato e dai tatuaggi c’era una sensibilità enorme, spesso esposta, spesso fraintesa, spesso lasciata sola davanti al rumore del mondo. Amy non cantava per sembrare perfetta. Cantava come se ogni nota dovesse portare fuori qualcosa che non poteva più restare dentro. Questa è forse una delle ragioni pe...