Il "mai" e il "per sempre". Due avverbi di tempo. Due opposte condizioni. Due parole che sembrano dare sicurezza. Sì, perché l’essere umano ha bisogno di sicurezza per agire, ma soprattutto per vivere, e inevitabilmente finisce con il pronunciare queste parole per dare una forma definitiva a ciò che sfugge dal suo controllo, in cerca di un rifugio. Perché ciò che spaventa più di ogni cosa è il cambiamento. Ma la vita è evoluzione, mutazione, trasformazione. Dire “mai” o “per sempre” è concedere a noi stessi in primis, e poi agli altri, la convinzione di plasmare il tempo, ma soprattutto i sentimenti. Dire “ti amerò per sempre” fa sentire sicuro chi abbiamo di fronte: gli regaliamo la convinzione che quel sentimento resterà immutato, a prescindere da tutto. O dire “non ti lascerò mai” è un modo per rafforzare un legame che percepiamo come essenziale, come se potesse salvarci dal fluire del tempo. Eppure, un “mai” può sciogliersi alla luce...
Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Dove tornano gli alberi è un breve ma intenso romanzo introspettivo che nasce da un’esigenza profonda: quella di ritrovarsi. L’autrice, Eliana Sci, ci conduce per mano in un viaggio non nello spazio, ma nella profondità del nostro cosmo interiore, spingendoci a distaccarci dal mondo attuale, fatto di like, schermi luminosi e consensi, per immetterci nell’essenza più pura: quella della natura. Tutto ha inizio un giorno qualunque, quello in cui una donna avverte l’urgente esigenza di tornare a respirare “ossigeno” da una vita troppo frenetica, dominata dal caos. La sua è una stanchezza non tanto fisica quanto psicologica. Il richiamo del bosco giunge in suo aiuto, e così lei si ritrova ad attraversarlo. Lo aveva fatto altre volte, ma questa è diversa. Il bosco era diventato una parentesi – troppo presa dagli impegni e dal correre quotidiano – ma adesso, ritornarci non è più un gesto qualunque, bensì rappresenta un ritorn...