Recensione a cura di Rosa Pace I classici su di me hanno sempre un effetto positivo: hanno quella capacità rara di attraversare il tempo e arrivare esattamente dove devono, senza sbagliare mai. La signora delle camelie mi ha fatto molta tenerezza. Dumas racconta una storia d’amore, ma soprattutto una storia di solitudine, giudizio e dolore. Marguerite è un personaggio che, al di là delle sue scelte e delle apparenze, porta dentro una fragilità che arriva profondamente. Forse è proprio questo che mi ha colpita di più: il dolore di chi viene guardato attraverso i propri errori, escluso, maltrattato o ritenuto indegno di essere amato. Una lettura delicata e struggente, che lascia qualcosa dentro. E ancora una volta un classico mi ricorda perché non smetto di sceglierli.
07 agosto 2026 Articolo a cura di Giovanna Santarsiero Esattamente due giorni fa , il 5 agosto del 1969, usciva Green River, il terzo famoso album dei Creedence Clearwater Revival, una band che è diventata leggenda senza quell'inarrestabile voglia di inseguire l'eccesso, di cadere nel cliché del virtuosismo fine a sé stesso, di cercare ad ogni costo l'effetto speciale. Ciò che per loro faceva la differenza era una voce inconfondibile, un riff asciutto, una batteria dritta e quei testi che sembravano provenire da un'America contraddittoria, molto volte immaginata più che reale. Le origini Tutto ebbe inizio fra i banchi di scuola, nella California di fine anni '50 a El Cerrito, con John Fogerty, Stu Cook e Doug Clifford, legati da una passione comune: il rock'n'roll. A loro si unirà poi Tom Forgerty, fratello maggiore di John. Il nome che consacrò la band rendendola immortale non arriva subito, ma solo nel 1967, quando si arriva al progetto che crea i Creede...