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MOTORVALLEY - La nuova miniserie Netflix

 


Recensione a cura di Giovanna Santarsiero.

State cercando una serie adrenalinica, che vi trascini nel mondo dei motori e delle intense emozioni? Allora non potete perdere la nuova  miniserie approdata su Netflix il 10 febbraio 2026: MOTORVALLEY.

Il titolo è un chiaro richiamo al nome con il quale viene definita l'Emilia Romagna, terra madre dei grandi marchi automobilistici italiani: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati ecc. Ed è proprio in questo luogo, dove il rombo dei motori è parte del DNA collettivo, che prende vita una storia capace di unire passione, riscatto e coraggio, sradicando gli stereotipi di un mondo maschilista.

Elena Dionisi è una dei protagonisti, interpretata dalla bravissima Giulia Michelini, amata per aver regalato al pubblico diverse interpretazioni importante, come Rosy Abate. Elena è l'anima della scuderia di famiglia, capitanata dal padre, e sogna di vincere il campionato GT. Ci riesce ma la squalifica è dietro l'angolo a causa dell'irregolare condotta. A un anno da questo duro colpo, segnato anche dalla morte del padre, Elena si ritrova con un pugno di mosche in mano: lei, che sarebbe dovuta essere la mente e il cuore della scuderia, viene taglaita fuori e tutto passa nelle mani del fratello, Giulio, interpretato da Giuseppe Spata.

 Determinata a riprendersi ciò che le spetta, per destino o per fortuna, i suoi piedi incroceranno quelli di Blu Venturi, nel volto di Caterina Forza, una giovane pilota dal talento brillante, seppure ancora grezzo, e un animo ribelle. Blu vive ai margini reduce da un periodo in carcere e un passato duro alle spalle: un padre pilota morto troppo presto, tanto da non aver avuto la possibilità di conoscerlo, una madre assente e una vita trascorsa fra corse clandestini e amori spiccioli.

 In lei Elena vede la scintilla capace di riaccendere la luce della scuderia Dionisi. Per trasformare quel talento instintivo in un indomabile forza controllata, Elana si rivolge a Arturo Benini, interpretato dall'amato Luca Argentero, ex promessa del volante costretto ad un ritiro forzato in seguito ad un grave incidente durante un campionato. Figlio di un meccanico del posto, seganto da una situazione economica disastrosa e da un problema di salute, Arturo vive un'esistenza sospera fra rimpianti e orgoglio.  Elena, da sempre segretamente innamorata, farà l'impossibile per convincerlo a entrare a far parte della scuderia Dionisi, portando alla nascita di un percorso di rinascita che coinvolgerà tutti. 

 Le loro strade si intrecceranno in questo percorso fatto di cadute e risalite, di fiducia e tradimenti, di sogni che sembrano irraggiungibili ma che trovano la forza nella determinazione. Blu afaticherà a fidarsi di Arturo consapevole del suo coinvolgimento nell'incidente del padre, mentre Elena dovrà fare i conti con un mondo che non perdona le fragilità passate. 

Dopo Veloce come il vento, Matteo Rovere torna  per raccontarci ancora di motori e animo umano. Motorvalley unisce la cura dell'estetica tipica delle produzioni Netflix a una scrittura solida e appasionata. Le scene di gara sono spettacolari, ma ciò che colpisce davvero è la profondità delle emozioni che vengono trasmesse dai personaggi.  Elena e Blu, due donne che si fanno spazio, con le unghia e con i denti, in un mondo prettamente maschile con la determinazione e la follia. Riescono a puntare dritto verso il loro obbiettivo, cadendo e poi rialzandosi sempre. Una forza, la loro, che tiene in piedi il gioco e tocca l'animo dello spettatore. La pista diviene per loro non solo il luogo in cui combattere la loro battaglia personale ma per riacquistare la libertà.

Sicuramente Rovere ha messo molta carne a cuocere, con tutti i temi affrontati, ma è riuscito comunque a far trovare un equilbrio alla storia. Largo spazio ai motori, anche se ci sono scene di romanticismo che vengono infilate qua e là, seppure con una certa velocità che ( a mio gusto) non dispiace perchè evita di rallentare troppo lo sviluppo delle vicende. Motorvalley è una serie sportiva che, come tante altre, ci insegna sicuramente il valore della tenacia e di quanto possa essere importante arrivare al traguardo non necessariamente da vincente e di come l'unione fa la differenza. Da solo nessuno si salva per davvero.

    

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