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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

La camera chiara - di Roland Barthes

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. Per gli appasionati di fotografia, questa recensione non può passare inosservata! La camera chiara di Roland Barthes è un testo che va oltre lo studio della tecnica fotografica: conduce il lettore in un percorso di analisi profonda sull'immagine, offrendo un modo di guardare e interpretare la fotagrafia a 360°. Scritto e pubblicato pochi mesi della sua morte nel 1980, il libro su fonda su due concetti chiave che diventano materia di analisi: Studium e Punctum. Il primo è l'aspetto della fotografia che appreziamo razionalmente, ciò che in sostanza suscita il nostro interesse culturale e intellettuale; il secondo, invece, è quel particolare e inatteso dettaglio che cattura l'occhio e tocca profondamente l'intimità dell'osservatore, smuovendo in lui sensazioni già vissute o comunque nuove. Barthes definisce la fotografia "testimone del passato".Essa è legata a un frammento di tempo scomparso e irripetibile, ma ne c...

MOTORVALLEY - La nuova miniserie Netflix

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. State cercando una serie adrenalinica, che vi trascini nel mondo dei motori e delle intense emozioni? Allora non potete perdere la nuova  miniserie approdata su Netflix il 10 febbraio 2026: MOTORVALLEY . Il titolo è un chiaro richiamo al nome con il quale viene definita l'Emilia Romagna, terra madre dei grandi marchi automobilistici italiani: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati ecc. Ed è proprio in questo luogo, dove il rombo dei motori è parte del DNA collettivo, che prende vita una storia capace di unire passione, riscatto e coraggio, sradicando gli stereotipi di un mondo maschilista. Elena Dionisi è una dei protagonisti,  interpretata dalla bravissima Giulia Michelini, amata per aver regalato al pubblico diverse interpretazioni importante, come Rosy Abate. Elena è l'anima della scuderia di famiglia, capitanata dal padre, e sogna di vincere il campionato GT. Ci riesce ma la squalifica è dietro l'angolo a causa dell'irreg...

𝕀𝕝 𝕞𝕒𝕚 𝕖 𝕚𝕝 𝕡𝕖𝕣 𝕤𝕖𝕞𝕡𝕣𝕖 - di Giovanna Santarsiero

  Il "mai" e il "per sempre". Due avverbi di tempo.  Due opposte condizioni.  Due parole che sembrano dare sicurezza. Sì, perché l’essere umano ha bisogno di sicurezza per agire, ma soprattutto per vivere, e inevitabilmente finisce con il pronunciare queste parole per dare una forma definitiva a ciò che sfugge dal suo controllo, in cerca di un rifugio. Perché ciò che spaventa più di ogni cosa è il cambiamento.  Ma la vita è evoluzione, mutazione, trasformazione.  Dire “mai” o “per sempre” è concedere a noi stessi in primis, e poi agli altri, la convinzione di plasmare il tempo, ma soprattutto i sentimenti.  Dire “ti amerò per sempre” fa sentire sicuro chi abbiamo di fronte: gli regaliamo la convinzione che quel sentimento resterà immutato, a prescindere da tutto. O dire “non ti lascerò mai” è un modo per rafforzare un legame che percepiamo come essenziale, come se potesse salvarci dal fluire del tempo.  Eppure,  un “mai” può sciogliersi alla luce...