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Iᒪ ᗪIᗩᐯᗝᒪᗝ ᐯᗴᔕᎢᗴ ᑭᖇᗩᗪᗩ 2 - IL SEQUEL CHE LASCIA L'AMARO IN BOCCA

  Il flop dei suquel di oggi. . . dove si inciampa? Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. A circa una settimana dall'uscita dell'attesissimo film dell'anno, Il diavolo veste Prada 2, il dibattito è già acceso. Il tentativo di dare un sequel ad un film cult che ci ha appassionato per vent'anni non è stato centrato. Forse perché questo è uno dei casi in cui non avremmo voluto un proseguo: un film che abbiamo rivisto almeno una volta all'anno, capace di farci tornare in un'epoca in cui il cinema raccontava storie autentiche e brillanti. Perché negli ultimi anni i sequel deludono sempre più spesso? Forse la vera spiegazione sta nel voler rivivere il successo del passato puntando alla nostalgia nei fanni che, spinti per curiosità, si fionderanno nelle sale, generando incassi facili. Ma la verità è che la magia non si replica a comando. La trama Ritroviamo la nostra amata Andy – interpretata dalla radiosa Anne Hathaway – che ha costruito la carriera dei suoi sogn...

𝟚𝟘𝟜𝟞, 𝕝'𝕚𝕟𝕔𝕒𝕟𝕥𝕠 𝕔𝕠𝕟𝕥𝕚𝕟𝕦𝕒

Recensione a cura di Rosa Pace.  Dopo In the Mood for Love, era  inevitabile che mi avvicinassi a 2046, ed è stato un innamoramento totale. Wong Kar-wai riprende personaggi, atmosfere e temi, ma li espande in un viaggio ancora più complesso, più onirico, più stratificato. È un film che attraversa il tempo, i ricordi, l’illusione dell’amore, e lo fa con un’eleganza struggente. Qui, la sensualità si fa ancora più malinconica, come se ogni gesto contenesse un ricordo, ogni sguardo fosse già consapevole di una perdita. La narrazione è frammentata, ma mai confusa: ci si lascia trasportare da immagini che sembrano quadri, musiche che entrano sotto pelle, dialoghi che restano sospesi nell’aria come profumi. Lui cerca di dimenticare, o forse di ritrovare, quella storia passata, e intanto incontra altre donne, altri sguardi, altre possibilità. Ma il tempo – 2046 è anche un luogo immaginario dove nulla cambia mai – si trasforma in una prigione interiore. Anche qui, la pelle ...

In the Mood for Love di Wong Kar-wai - di Rosa Pace

Non è un film recente, In the Mood for Love è uscito nel 2000, ma è uno di quei film che continuo a voler raccontare, a rivedere e soprattutto a consigliare. Perché è un film bellissimo, un capolavoro che non smette di incantarmi. Wong Kar-wai è un regista che apprezzo profondamente, per la sua capacità di restituire il sentimento umano nella sua forma più poetica e trattenuta. Mi affascina la sua regia: ogni inquadratura è pensata, scolpita nella luce, nella geometria degli spazi, nel silenzio. La fotografia, firmata da Christopher Doyle, è ipnotica, le luci morbide, calde, spesso tagliate da ombre e riflessi che sembrano aggiungere profondità all'anima dei personaggi. La colonna sonora è indimenticabile, e accompagna ogni scena con una sensualità che non ha bisogno di mostrare, solo di suggerire. La storia è semplice ma densa di sottintesi: due vicini di casa, nella Hong Kong degli anni Sessanta, scoprono che i rispettivi coniugi li tradiscono. Tra loro nasce un legame fatto di s...

𝕃𝕚𝕝𝕠 & 𝕊𝕥𝕚𝕥𝕔𝕙: 𝕝’𝕒𝕞𝕠𝕣𝕖 𝕔𝕙𝕖 𝕤𝕠𝕝𝕠 𝕦𝕟’ 𝕆𝕙𝕒𝕟𝕒 𝕤𝕒 𝕕𝕒𝕣𝕖

Dal 21 maggio 2025 al cinema si può avere la possibilità di viaggiare in un mare di emozioni con Lilo e Stitch, una storia per famiglie e non solo. Lilo è una bambina hawaiana orfana di genitori che viene cresciuta da Nani, la sorella maggiore, che cerca di fare del suo meglio per poter dare le giuste attenzioni alla piccola sorellina nonostante le infinite difficoltà che è costretta ad affrontare.  Essere orfane è una condizione che agisce in maniera diversa sulle due sorelle: da un lato Nani, una ragazza, che sente gravare su se stessa molteplici responsabilità che l’hanno inevitabilmente costretta ad abbandonare la sua passione, il surf, per poter essere una madre, fallendo spesso nel suo obbiettivo nonostante il suo volere; dall’altro lato Lilo, una bambina vivace, che ama gli animali e la natura ma che allo stesso tempo subisce molto la solitudine in quanto viene denigrata dagli altri. La mancanza di un fedele amico su cui fare affidamento è un tasto dolente per le...

"𝐃𝐢𝐚𝐦𝐚𝐧𝐭𝐢" 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐫𝐳𝐚𝐧 𝐎𝐳𝐩𝐞𝐭𝐞𝐤 – 𝐔𝐧 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞

"Diamanti" è un film che brilla di grazia e determinazione, come il raro tessuto rosa diamante a cui si ispira. Un’opera delicata, intima, capace di raccontare il mondo femminile con una sensibilità rara. È un film fatto da donne, per le donne, dove ogni dettaglio – dai dialoghi alle atmosfere – parla di forza, sorellanza e libertà. La fotografia è uno degli elementi che colpisce di più: il modo in cui viene scandito il passaggio dal giorno alla notte riflette i cambiamenti interiori dei personaggi, come se la luce stessa raccontasse la loro evoluzione. Indimenticabile la frase “mio marito è uscito a comprare le sigarette”, sussurrata con una calma che lascia intuire molto più di quello che viene detto. È una di quelle frasi che restano sospese, cariche di significato, e che suggeriscono – senza mostrare – la liberazione da una prigione di dolore e violenza. E poi, a chiudere il film come un sigillo prezioso, la voce di Giorgia nei titoli di coda. Il suo brano è un vero gioie...