Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Nella normalità collettiva, Giuliana, la protagonista di questa storia, si colloca nel mezzo fungendo da spartiacque fra il reale e il surreale. AGAPE (ἀγάπη) è un termine greco che simboleggia l'amore incondizionato, disinteressato, universale — un amore che va oltre ciò che è tangibile. Ma in questo romanzo il termine acquisisce un significato ancora più potente e stratificato. La storia di Giuliana è particolare, intima, necessaria. In lei convivono realtà parallele che trovano il modo di comunicare attraverso delle "voci": presenze che sono insieme cura e condanna, dono e peso. Vi è mai capitato di vedere nei sogni ciò che poi si verifica da lì a poco? O avete mai provato sensazioni particolari che sembravano voler anticipare un avvenimento nefasto? Ecco, questo è il territorio in cui Anna Valente ci conduce con una prosa limpida e icastica, capace di sfiorare corde profonde senza mai cadere nelle lusinghe della retorica. ...
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