"Amare significa dare all'Altro quello che non si ha"
Con questa citazione tratta dal testo, mi accingo ad esprimere le mie riflessioni su questo testo dedicato alla materia più discussa in assoluto: il sentimento nobile, ovvero l'amore.
Quello di Recalcati si colloca tra i contributi filosofici-psicoanalitici più lucidi e accessibili dedicati a questo sentimento, capace di dialogare con la tradizione pur mantenendo la sua voce originale e contemporanea. Un'opera che illumina ferendo, che crea distruggendo, nasce dal caso ma pretende dedizione, cura e una responsabilità che molto spesso spaventa.
Il punto di partenza è una domanda semplice, diretta: l'amore brucia o dura?
L'autore parte con la metafora del rogo: un fuoco che brucia si mantiene alto solo se riesce ad alimentarsi altrimenti va incontro ad un affievolimento che alla fine diviene solo un cumulo di cenere. Ma funziona così anche per i sentimenti? È l'amore a bruciaro o, più propriamente, il desiderio che tiene in movimento la relazione viva? Recalcati suggerisce che per durare un amore deve necessariamente trasformarsi: la fiamma non può rimanere un incendio perpetuo, deve farsi colore costate. Ma è questo che apre lo scenario sul quale emerge un grande rischio relativo all'immaginario collettivo che vede la forte difficoltà di tenere viva la passione sul lungo tempo.
Inevitabilmente, da qui si snocciolano diverse questioni, prima fra tutte il dibattito fra l'opposizione dei ruoli: l'innamorato, visto come colui che accende e tiene vivo il fuoco, e le figure di marito e moglie che cadono nella stasi di un'affettività stabile ma affievolita. È un destino evitabile per una coppia? La risposta è ni. Non è impossibile, ma nemmeno un percorso facile. Il libro, infatti, mette in discussione questo luogo comune mostrando come l'amore non sia condannato ad alternare brividi e noia, braci e cenere, ma richieda una rinnovata capacità di desiderare l'altro seppure lo si conosca bene.
Il percorso del saggio attraversa tutte le fasi e i nodi critici che la vita amorosa è portata ad incontrare: la Promessa, il Desiderio – vissuto in modo diverso da uomini e donne – i Figli, il Tradimento e l'enigma del Perdono (Si può davvero perdonare un tradimento?), la Violenza in tutte le sue forme e, infine, le Separazioni. Quello che fa Recalcati è illuminare ciò che una relazione subisce, mostrando come parlare d'amore significhi evidenziare anche le fragilità, i fantasmi e le ferite che esso può comportare.
Ma la più preziosa parte del libro è racchiusa in quella conclusiva: l'Amore che dura. È in questo passaggio che l'autore mostra come il senso della durata non sia la sopravvivenza della forma, né un semplice adattaemnto affettivo ma un vero e proprio "miracolo" in cui il primo bacio, il primo sguardo continuano a mantenersi vivi. Questa è una condizione sicuramente rara ma non impossibile che si cela nella profondità del vero amore: non è la combustione cieca del desiderio, né la quiete spenta della convenzione, ma una "quiete accesa" che riesce a tenere vivo ciò che comunemente si spegne.
Una riflessione potente che va in opposizione alla visione contemporanea dove anche i sentimenti vengono visti come oggetti da sostituire quando il precedente ha perso la novità e sostituendolo con uno nuovo si possono vivere emozioni forti che alimentano un fuoco che fa sentiri vivi. L'amore vero non spegne il desiderio, semplicemete lo addomestica, lo trasforma in una forza nuova che tiene alta la costanza.
Insomma, un saggio breve ma densissimo che invita a fare una riflessione profonda sull'amore e che porta a guardarlo come un impegno, un esercizio di responsabilità e immaginazione, una promessa che non si basa sull'impeto del cuore ma su una scelta quotidiana di custodire la potenza di quello sguardo, quel bacio originario e di ripeterlo ogni giorno scegliendo sempre l'altro. L'amore è riuscire a dare all' altro quello che manca, completarlo e arrichendo allo stesso tempo se stessi di ciò che nasce da una collisione comune, mettendosi a nudo e trovando negli occhi dell'amato la ragione che ha fatto nascere il sentimento nobile.
E voi, vi ritrovate in queste riflessioni?

Commenti
Posta un commento