Recensione a cura di Giovanna Santarsiero.
Torniamo
a parlare di Cinzia Perrone, una scrittrice che abbiamo imparato a conoscere e
ad apprezzare su La Casa Azul.
Con questo
romanzo, l’autrice ci conduce nelle vicissitudini di una famiglia che
attraversa due generazioni in una cittadina campana mai nominata. I protagonisti
indiscussi sono due gemelli: Antonia e Giampaolo. Tuttavia, il passato non resta
mai troppo indietro, perché – come ci insegna la Perrone – è un bagaglio che
portiamo con noi dal quale è necessario estrarre ciò che ha segnato
profondamente per non dimenticare e costruire un futuro degno e migliore, andando
incontro a ciò che ci aspetta.
È una
storia che viene raccontata con equilibrio: lascia trasparire sì le emozioni dei
personaggi, ma sottolineando quanto sia determinante il ruolo del destino nel
percorso di vita di ognuno e di come il cielo abbia già ordito una trama
impossibile da aggirare.
Eppure,
è una storia che porta sotto i riflettore il bisogno di rivalsa e di ribellione
in una società che non è ancora pronta ad accogliere cambiamenti sociali. Il contrasto
tra chi accetta la propria condizione e chi, anziché subire, decide di prendere
il toro per le corna crea nel lettore una sorta di coinvolgimento emotivo che
spinge a porsi domande. È davvero giusto credere che sia tutto già scritto o è
sempre meglio cercare di agire?
Quanti si
sono trovati a gironzolare nelle stanze remote dei pensieri intorno a questi
quesiti, pensando che sia il tempo l’unico in grado di sistemare ogni cosa –
forse troppo stanchi dell’accanimento degli eventi.
Un racconto
che prende e si legge tutto d’un fiato. Attraverso le diverse e appassionanti
storie dei personaggi e soprattutto dei protagonisti, della loro evoluzione in
base ai contesti e alle verità che emergeranno, è impossibile restare indifferenti. Cinzia Perrone ci ricorda che,
anche sotto un cielo distratto, siamo noi a scegliere se restare fermi o
camminare verso la luce.
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