Recensione a cura di Giovanna Santarsiero
Carlo e il suo “tempo fermo” si insinuano nell’animo agevolmente, sfiorando alle volte
delicatamente, altre energicamente, corde sensibili. Assopite e poi risvegliate dai passaggi
abilmente strutturati dall’autore, le emozioni sono portate ad un elevato livello di analisi. Le vicende
toccano da vicino il lettore che si trova a leggere la storia di Carlo in un soffio di vento, portando
avanti in parallelismo un’analisi di sรฉ stesso, immaginandosi nei panni di un protagonista che si
mette totalmente a nudo.
Le sue riflessioni collegate a passaggi letterari, ci catapultano in un’epoca remota in cui l’arte del
corteggiamento e dell’amore erano tipiche di una quotidianitร che si รจ estinta nel tempo. Queste
connessioni con citazioni e poesie trascritte, creano un punto fermo nel lettore, un momento intimo
per riflettere e in qualche modo ritrovare tracce di sรฉ fra quelle righe.
Si, perchรฉ il viaggio introspettivo di quest’uomo di mezz’etร , che si trova a vivere una vita
monotona segnata dalla cadenza analoga di ogni giornata, caratterizzata da un lavoro alienante,
rispecchia quella dei piรน. Forse, in quei passaggi, ho ritrovato una similitudine data dalla frenesia
delle giornate vissute nel quotidiano che finisce con l’essere scandita da continui step sempre
uguali e che si ripresentano giornalmente, scandendo lo scorrere della vita stessa di molti di noi.
Poi la svolta. Un incontro inaspettato con il proprio destino e con l’amore. La vita, come il mare,
cambia repentinamente e allora noi, burattini forse orchestrati da mani invisibili che muovono i fili
del destino, ci troviamo a vivere momenti, emozioni che non siamo in grado di decifrare e di
comprendere bene nel momento in cui si presentano e ci sentiamo travolti da un’onda anomala
che ci sorprende e ci mette in moto.
Riflessioni e analisi, il legame con il passato, il porto sicuro di ognuno, vissuto come rifugio a cui
attingere per trovare risposte o solo per avere un conforto, come il ricordo della mamma che per
Carlo resta il punto nevralgico dell’amore vero, dello stato di benessere che solo una madre sa
dare al proprio figlio.
Un amore impetuoso, che travolge, che logora e allo stesso tempo dร la vita, portando in
un’alienante esistenza una ventata d’aria fresca e nuova, capace di dare un senso alle cose.
Interessante il finale che va letto e esaminato seguendo solo una via: quella del cuore. Ogni lettore
probabilmente si troverร di fronte a diverse domande scaturite da emozioni contrastanti. Io ci ho
visto sicuramente tanta speranza e probabilmente anche uno spunto su cui riflettere.
Carlo รจ un personaggio variopinto e complesso che ti entra nel cuore per la sua personalitร cosรฌ
semplice e allo stesso tempo umana, legata ad un’era che oggi risulta essere dรฉmodรฉ per i tempi
liquidi in cui viviamo, ma sempre attuali nell’arte del saper amare soprattutto nel sentire la
mancanza di un momento puro intenso nell’attimo stesso in cui lo si vive, segno di una forte
capacitร di amare seppure con consapevolezza.
Giuseppe Storti: Giurista di professione, dirigente Ente Locale, giornalista per
passione. Iscritto all’Albo nell’elenco pubblicisti della Campania dal 1982. Pra-
tica con «Il Mattino» di Napoli, per il quale รจ stato collaboratore per decenni.
Direttore del settimanale «Casoria due» per otto anni, nonchรฉ di tanti altri pe-
riodici locali e regionali. Fondatore del «Giornale di Casoria» nel 2010. Appas-
sionato e cultore di storia locale. Cura una pagina social e un blog dedicato alla
storia di Casoria, paese di nascita. Ama la lettura.
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