Passa ai contenuti principali

Le disavventure della befana - di Simona Mancusi


È notte fonda quando la befana lascia la sua dimora per mettersi in viaggio. Indossa lo scialle, si richiude la porta alle spalle e sospirando recita la solita preghiera di ogni anno. “Gesù mio aiutami tu, fa che io affronti questo viaggio con grande coraggio e che ritorni a casa dopo aver distribuito ogni omaggio”. Ad attenderla un lungo volo in sella alla scopa. Sono più di ottocento anni che quell’arnese le fa compagnia. Peccato solo per il manico consumato, per il legno diventato marcio, per la spazzola sfilacciata… Ecco, a parte questo sembra ancora nuova di zecca! Befana lo ricorda bene il giorno in cui la trovò, in una stradina poco lontana dalla sua casa, in Germania. L’aveva lanciata dalla finestra una signora tutta inviperita, dopo che aveva scoperto dei tradimenti del marito. Costui di lavoro faceva il netturbino, ma invece di andare a pulire le strade, girovagava in cerca di amanti. La moglie, quando lo venne a sapere, utilizzò la scopa per prenderlo a bastonate. “Io ti maledico per sempre e maledico anche la donna che per prima toccherà questa scopa. Sola e zitella resterà, immortale sarà e ogni anno in giro per il mondo a portar doni se ne andrà.” Lanciò la granata dalla finestra e colpì sulla testa Befana che, proprio in quel momento, si trovò a passare di lì. Da allora ha passato più di ottocento anni a volare sulla sua scopa.Stasera si sente stanca, non ha voglia di intraprendere quel viaggio. Si è beccata pure la febbre! Influenza k la chiamano. Quanto desidererebbe restarsene al calduccio nel letto, ma per lei non sono previste ferie, né certificati di malattia. Si carica sulle spalle l’ingombrante sacco marrone pieno di dolci e giocattoli, dà una spolverata veloce alla scopa e, puntando il manico in direzione della luna, avvia la fase di decollo. Prima tappa Giappone. Da quelle parti la puntualità è una fissa, sa che se arriva in ritardo rischia di essere multata. Si aggira in fretta per l’Oriente, poi vola fino all’Australia dove si scontra con un canguro che le dà un calcio sul sedere tentando di rubargli la scopa. Befana, per distrarlo, gli lancia addosso chili di frutta e si rimette subito in viaggio. “Accelera accelera” ordina urlando al suo mezzo di trasporto. In America del nord ci arriva che è ancora sera. Ha fatto male i suoi calcoli, ci sono ancora troppe persone in strada. Cerca di nascondersi su un tetto, ma a ogni passo le tegole si muovono, facendola precipitare giù di colpo. Con la sua scopa cade tra la gente. Inorridita osserva i passanti, sono tutti impegnati a fissare il cellulare. Per fortuna nessuno si accorge di lei. Quando arriva in Africa il vento è troppo forte e il sacco si riempie di sabbia del deserto. Tira fuori i dolciumi e li ripulisce uno a uno prima di donarli ai bambini. L’ultima tappa è l’Europa. In Italia ci arriva solo all’alba, quando tutto è ancora avvolto dal silenzio. A Befana non stanno molto simpatici gli italiani, troppo esigenti. Chiedono di tutto e se non li accontenta le scrivono lettere piene di lamentele.“Wa befana, t’aggio chiesto la motoretta e tu m’hai purtat lu camion”, le hanno scritto l’anno scorso da Napoli.“Boia deh, un anno intero ad aspettare per ricevere un misero regalino?” da Livorno.
Da Roma: “A befana vedi de filà liscio quest’anno”.Da Milano: “Befana arriva puntuale. I bambini devono svegliarsi presto, abbiamo milioni di cose da fare e non possiamo aspettare te.”Leggere quelle lettere le fa venire un gran sconforto. Ogni tanto avverte il desiderio di lasciar perdere tutto e licenziarsi, ma non può: la sua maledizione è eterna. Giunta a Roma, sposta il bastone verso il basso, per iniziare la manovra di atterraggio, ma lo fa in maniera troppo repentina e va a sbattere contro un albero. Affonda la testa al centro del tronco, mentre il bastone resta incastrato tra i rami. Cerca di recuperarlo, ma un piccione con il suo becco le strattona il vestito, facendole perdere l’equilibrio. Befana cade al suolo a pancia in giù. Lo schianto è talmente forte che il suo naso crea un grosso buco sull’asfalto.Sbuffando si rialza in piedi e si arrampica sull’albero, riuscendo a recuperare la scopa. Guarda l’orologio, sono già le 5.00 del mattino, deve darsi una mossa se non vuole far arrabbiare le famiglie di Milano. Quelle sono peggio dei Giapponesi, vanno sempre di fretta, solo che invece di multarla la offendono su Facebook. Per non parlare delle immagini con cui tentano di riprodurre il suo aspetto. La rendono ancora più brutta di quanto in realtà sia mai stata! A tutta velocità finisce di consegnare i regali a Roma e poi raggiunge il Nord. Per il sud c’è tempo. Lì non si svegliano presto neppure con le cannonate!Giunta a Milano trova una forte nebbia e per poco non si schianta contro un aereo.Arriva a casa di Leo, un bambino capriccioso e gli lascia una montagna di carbone e anche qualche dolciume. Mentre, quatta quatta, cerca di lasciare l’abitazione, scivola su una sostanza bianca. Perbacco la farina! Ogni anno la stessa storia, i genitori di Leo spargono quella polverina sul pavimento per avere prove del suo passaggio. Ah i mortali e la loro ossessione per i riscontri. Tutti incapaci di vivere di magia.Befana si rialza in piedi e fa per andare via, ma dalla cucina un odore invitante invade le sue narici. Curiosa va a sbirciare e si ritrova davanti un piatto di arrosto bello grosso. Si siede a tavola e mangia. Pazienza se quest’anno consegnerà i doni in ritardo, se lo merita pure un premio ogni tanto. Si alza in piedi solo quando il piatto è ormai vuoto, recupera la sua scopa e vola via dalla finestra. Quella del 6 gennaio è una lunga notte, piena di imprevisti, ma in fondo lei la adora. Ogni anno è un’avventura e anche se i mortali sono lamentosi, non riesce a fare a meno di regalare loro sorrisi. Ogni volta è una breve parentesi nella grande espressione dell' universo, non omaggiarla sarebbe un grave sacrilegio.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nati sotto un cielo distratto - di Cinzia Perrone

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. Torniamo a parlare di Cinzia Perrone, una scrittrice che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare su La Casa Azul. Con questo romanzo, l’autrice ci conduce nelle vicissitudini di una famiglia che attraversa due generazioni in una cittadina campana mai nominata. I protagonisti indiscussi sono due gemelli: Antonia e Giampaolo. Tuttavia, il passato non resta mai troppo indietro, perché – come ci insegna la Perrone – è un bagaglio che portiamo con noi dal quale è necessario estrarre ciò che ha segnato profondamente per non dimenticare e costruire un futuro degno e migliore, andando incontro a ciò che ci aspetta. È una storia che viene raccontata con equilibrio: lascia trasparire sì le emozioni dei personaggi, ma sottolineando quanto sia determinante il ruolo del destino nel percorso di vita di ognuno e di come il cielo abbia già ordito una trama impossibile da aggirare. Eppure, è una storia che porta sotto i riflettore il bisogno d...

𝕀𝕝 𝕡𝕒𝕣𝕔𝕠 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕖 𝕞𝕠𝕟𝕘𝕠𝕝𝕗𝕚𝕖𝕣𝕖 𝕞𝕒𝕘𝕚𝕔𝕙𝕖 - Giovanna Santarsiero

  Nella magica Provenza esiste un parco incantato nel quale si può vivere un'esperienza unica e irripetibile; ovvero si può volare in cielo e guardare il mondo dall'alto salendo su di una magica quanto insolita mongolfiera. Per far si che queste mongolfiere possano volare alte nel cielo non occorre conoscere solo le leggi della fisica e padroneggiare l'arte della navigazione aerea, bensì è necessario alimentare una fiammella speciale. È un giorno di fine luglio, l'estate è nel pieno della sua navigata e la Provenza si colora di tinte particolari grazie ai campi di lavanda in fiore che regalano paesaggi da cartolina capaci di togliere il fiato. La Costa Azzurra è uno spettacolo, piena di vita e con quel suo mare terso e reso brillante dai raggi del sole che arrivano a baciare le onde che danzano seguendo un ritmo tutto loro. In questo quadro temporale magico tre amici Jaqueline, Jean e Philippe se ne stanno nel parco all'ombra di un albero secolare, seduti su di una ...

𝑫𝒊 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 - di Cinzia Perrone e Katia Cozzolino

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Ritorna sul nostro blog Cinzia Perrone e questa volta non sarà sola, bensì è accompagnata da una collega davvero speciale: sua figlia Katia Cozzolino. In questa silloge si ha la possibilità di vivere un viaggio emozionale attraverso versi ed aforismi legati ad importanti temi sociali e personali che toccano da vicino la quotidianità non solo delle autrici, ma anche dei lettori. Cinzia e Katia, tenendosi per mano, iniziano questo cammino alla scoperta di se stesse, mettendosi a nudo, confrontandosi su diversi temi mostrando la visione fanciullesca e matura trasmettendo emozioni diverse e forti allo stesso tempo. Attraverso i loro versi emergono emozioni che spesso vengono taciute come le difficoltà dell’epoca adolescenziale, la necessità di essere compresi, il coraggio di affrontare e attraversare le proprie paure e la ricerca della propria identità. La scrittura risulta essere diretta ed efficace da parte di entrambe così da far...