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๐‘ฐ๐’ ๐’”๐’๐’๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐‘ฑ๐’๐’“๐’ˆ๐’† ๐‘ณ๐’–๐’Š๐’” ๐‘ฉ๐’๐’“๐’ˆ๐’†๐’” (1964)

Se il sonno fosse (c’รจ chi dice) una
tregua, un puro riposo della mente,
perchรฉ, se ti si desta bruscamente,
senti che t’han rubato una fortuna?

Perchรฉ รจ triste levarsi presto? L’ora
ci deruba d’un dono inconcepibile,
intimo al punto da esser traducibile
solo in sopore, che la veglia dora

di sogni, forse pallidi riflessi
interrotti dei tesori dell’ombra,
d’un mondo intemporale, senza nome,

che il giorno deforma nei suoi specchi.
Chi sarai questa notte nell’oscuro
sonno, dall’altra parte del tuo muro?

In occasione della giornata mondiale del sonno non potevamo non condividere la poesia dedicata di  ๐‘ฑ๐’๐’“๐’ˆ๐’† ๐‘ณ๐’–๐’Š๐’” ๐‘ฉ๐’๐’“๐’ˆ๐’†๐’” che ci porta a riflettere sull'importanza del sonno, un viaggio parallelo in una dimensione in cui siamo davvero noi stessi a dispetto della falsa realtร  in cui viviamo che impone convenzioni "reali" a cui sottostare. Il sonno รจ dunque libertร , la fantasia dell' artista, dello scrittore. L' immaginario รจ l' essenza della vita che viene corrosa dalla realtร  che ne deturpa la bellezza.

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