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L' UOMO CHE PARLAVA ALL' UNIVERSO di Cinzia Perrone

L’ “Io interiore” condiziona le nostre scelte e conduce la persona alla scoperta del mondo e all’ evoluzione che naturalmente avviene nel corso della propria esistenza. Fin qui siamo tutti d’accordo! Ma cosa accadrebbe se di punto in bianco non fossimo più noi i piloti del nostro volo ma, bensì, un’altra anima? Il protagonista del racconto, Sandro Striano, purtroppo conosce bene questa sensazione!
Cinzia Perrone, l’autrice del romanzo in oggetto, nasce nella bella Napoli. Laureata in Giurisprudenza, da diversi anni vive a Jesi dove ha deciso di dare una svolta alla sua vita accantonando la sua carriera forense per dedicarsi ad una sua antica passione: la scrittura. Nella sua carriera, Cinzia ha scritto racconti, diverse raccolte di poesie e alcuni romanzi. Sempre attiva, curiosa nei confronti della cultura e alla ricerca di nuove e appassionanti storie da raccontare, l’obbiettivo della scrittrice è quello di portare il lettore a varcare soglie inesplorate, così come accade nel suo meraviglioso romanzo “L’uomo che parlava all’universo”.
Scorrendo le pagine del racconto veniamo a conoscenza dell’inconsueta quanto incredula vita che un portinaio napoletano, trasferito a Torino per lavoro, è costretto a condurre, all’oscuro della sua famiglia e di tutte le persone a lui care, le quali ignorano completamente la disavventura che il povero Sandro è costretto a subire. Da molti anni il suo corpo viene controllato da anime in pena a cui viene data un’ultima possibilità per compiere azioni sulla Terra, prima del trapasso definitivo verso l’aldilà, che per le più svariate ragioni non sono riusciti a realizzare in vita. 
Consapevole dell’incredulità della sua storia, Sandro porta con sé questo fardello fino a quando, un evento travolgente quanto inconcepibile, che lo porta a confidare tutto a chi non lo avrebbe mai giudicato e che, soprattutto, risultava l’unico in grado di dare man forte in una situazione soprannaturale, nonostante appartenesse a un mondo lontano da lui, Don Rocco, un vecchio sacerdote, il quale all’inizio avrà difficoltà a credere a quella storia, ma toccando con mano la vita di Sandro, sarà persuaso dal desiderio di voler liberare il pover uomo da quell’incresciosa situazione. Fra loro s’innescherà un legame particolare di fiducia e affetto mentre Sandro continuerà a condurre, con la sua famiglia, una vita apparentemente normale nella speranza di arrivare presto ad una liberazione. Un mistero che s’infittisce sempre più e che porta nel protagonista il sorgere di un pensiero che diventa anche quello del lettore: la vita è fatta di attimi di evasione e libertà che non vanno mai dati per scontati ai quali bisogna dare qualità per il proprio bene e per chi ci affianca nella vita. 
La genialità e la bravura della scrittrice emergono innanzitutto nella scelta di strutturare una storia atipica che, nello scorrere della lettura, risulta sempre più credibile; oltre alla capacità di raccontare storie nella storia senza cadere nella banalità. I personaggi vengono ben descritti e il percorso interiore del protagonista tocca corde particolari anche del lettore che si sentirà coinvolto dallo scorrere degli eventi che portano con sé colpi di scena capaci di tenere sempre alta la curiosità del lettore.
La scrittura risulta ricercata ma allo stesso tempo scorrevole capace di rendere fluido lo sviluppo della storia che si fa leggere con piacere. Tanti i temi che vengono affrontati e molteplici le riflessioni che la scrittrice porta a fare al lettore che inevitabilmente farà sue.
L’uomo che parlava all’universo è dunque un romanzo che cattura interesse e attenzione dall’inizio, fino al gran finale aperto lasciando incredulo il lettore di fronte alla constatazione che l' imprevedibilità della vita supera ogni possibile aspettativa.

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