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𝕃𝕒 𝕝𝕦𝕔𝕖 𝕔𝕙𝕖 𝕕𝕒 𝕝𝕒 π•§π•šπ•₯𝕒 𝕖 𝕑𝕣𝕠π•₯π•–π•˜π•˜π•– 𝕕𝕒𝕝𝕝𝕖 π•₯π•–π•Ÿπ•–π•“π•£π•– Di Giovanna Santarsiero



Esiste la luce che dΓ  la vita e con la sua potenza illumina il cammino durante l’esistenza umana ed Γ¨ quella derivante da una madre.

Essere madre Γ¨ un privilegio ma anche una missione il cui unico obbiettivo Γ¨ quello di proteggere i propri figli,il frutto di un miracolo che essa stessa cela dentro di se e che lo fa emergere mostrando al mondo la grandiositΓ  della vita. 

Essere figlio Γ¨ un dono concesso da un volere materno, paterno e superiore; avere la possibilitΓ  di provare un legame tanto forte e viscerale Γ¨ una sensazione unica e irripetibile.

Avere la possibilitΓ  di godere della propria madre Γ¨ un privilegio che non tutti conoscono pertanto bisogna essere riconoscenti per questa concessione e ringraziare la donna che ci ha dato la vita e che fa di tutto per renderla migliore con le sue attenzioni affettuose che solo lei Γ¨ in grado di darci.

Di seguito, riporto una mia poesia dedicata alla mia mamma, alla quale devo tutto e soprattutto il suo essere un unguento guaritore in grado di risanare le profonde cicatrici che la vita ha generato sul mio corpo, ma soprattutto nel mio animo. Lei, mia madre, la mia donna e la sola cura anche nella notte piΓΉ oscura.

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Cura di ogni giorno stanco,
di ogni grido d’ira soffocato,
di ogni lacrima salata che solca il viso,
di ogni impanicato mio respiro.
Sei il punto nevralgico 
da cui nasce ogni mio sorriso,
epicentro assoluto
di un amore che cresce all’infinito.
Essenza piΓΉ pura della bellezza,
matrice arcana della vita,
rivedo nelle tue iridi color cioccolato
chi mi ha da sempre amato.
Sei il riflesso dell’aurora,
l’ancora di salvezza
che mi tiene salda e ancora in vita 
anche nella tempesta piΓΉ aggressiva.
Lenitivo Γ¨ il tuo tocco delicato,
che segue instancabile le trecce
delle ferite doloranti e ancora vive,
che percorrono il mio corpo stanco.
Tu che sei fonte inesauribile
di amore, rifugio e certezza
che non viene mai meno
e rappresenta per me la fortezza
nella quale rifugiarmi nella notte piΓΉ buia,
perchΓ© tu, madre mia, sei la sola cura.

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