Passa ai contenuti principali

π•‚π•’π•š 𝕖 𝕝𝕒 π•π•¦π•Ÿπ•’ - di Giovanna Santarsiero

 



In un lontano villaggio hawaiano, situato sull’isola Oahu,  circondato dal blu immenso dell’oceano e dal verde intenso delle palme, viveva nella sua umile dimora Kai, una bimba dai lunghi capelli neri ondulati come le onde del mare che ornava ogni giorno con fiori di Ibisco gialli e rosa e dagli occhi scuri come le intense notti delle Hawaii. La dolce bambina viveva la sua vita tranquilla in compagnia di sua madre Lani, una donna giovane dai modi gentili e da un animo altruista, era infatti sempre pronta a dare una mano a chiunque si trovasse in difficoltΓ .

Kai amava molto gli animali, erano i suoi miglior amici, gli unici in grado di restituirle l’affetto che desiderava. Sebbene avesse solo otto anni, la vita aveva giΓ  messo a dura prova la piccola bambina costringendola a dover fare i conti con una delle sensazioni piΓΉ difficili e insidiose da sopportare: l’assenza. In una notte di fine febbraio, Nakoa, il padre di Kai, abile pescatore, uscii per il mare aperto con il suo peschereccio guidato dalla luna e dalla speranza di poter portare a casa un sostanzioso bottino in modo da garantire sostentamento alla sua umile famiglia. Sembrava essere una nottata tranquilla quando improvvisamente il clima iniziΓ² a cambiare e un’anomala tempesta si abbattΓ© sul pover uomo che venne travolto da un’enorme onda alta diversi metri che, con la sua inarrestabile furia, lo inghiottii trascinandolo con se negli oscuri abissi dell’oceano. Al mattino seguente venne ritrovato il peschereccio ma del buon Nakoa si persero completamente le tracce.

All’epoca, Kai aveva poco piΓΉ di due anni e non poteva assolutamente ricordare nulla del suo amato papΓ , ma lo conosceva attraverso i racconti amorevoli della sua adorata mamma Lani. Ogni faccenda quotidiana parlava di Nakoa e ogni qualvolta Kai chiedeva alla mamma dove si trovasse suo padre lei le sorrideva dolcemente e le diceva che dall’immensitΓ  del cielo, suo padre vegliava costantemente su di lei, soprattutto attraverso la luna.

Con questo pensiero, Kai viveva confortata dall’idea di essere sempre protetta  dal suo speciale angelo custode. Nonostante ciΓ², la mancanza della presenza fisica di un padre rappresentava per lei un triste fardello da portare con sΓ© ogni giorno, soprattutto quando usciva da scuola, quando c’era da riparare qualsiasi cosa o in alcune ricorrenze speciali in cui l’assenza si faceva sentire prepotentemente, generando nella piccola un senso di vuoto incolmabile.

Come poteva essere avere un papΓ  vicino?

Questa era la domanda che piΓΉ spesso si poneva la dolce Kai. Bisognava lavorare di fantasia e cosΓ¬, attraverso l’immaginazione, disegnava continuamente attimi in cui giocava o correre nel verde con il suo papΓ , con la mente cercava di ipotizzare quale potesse essere la sua voce o quanto rassicurante potesse essere un suo abbraccio. Tutto ciΓ² era solo un’evidente e silente sofferenza di una bambina a cui era stata negata la possibilitΓ  di conoscere un amore speciale.

 

Una notte, mentre il suo villaggio era avvolto da un immacolato silenzio che permetteva di udire solo il suono magico delle onde in lontananza, Kai uscii di casa e si accoccolΓ² sulla panchina in giardino. L’aria piΓΉ fresca della notte dava sollievo e alle volte le bastava respirare un po’ di tranquillitΓ  per riuscire a perdersi in sogni meravigliosi.

Guardando verso il cielo vide la luna, grande e luminosa, tanto da sembrare un faro nell’oceano. Kai la guardΓ² intensamente, come a voler catturare tutta quella magia. In quel preciso momento ricordΓ² una storia che la mamma le aveva raccontato spesso prima della nanna, ovvero che la luna fosse in grado di esaudire i desideri piΓΉ profondi e sinceri, soprattutto dei piΓΉ piccini.

CosΓ¬, guardando la luna con tutto l’amore possibile e congiungendo le manine, come se fosse in preghiera, sussurrΓ², con il cuore colmo di speranza, il suo desiderio.

 «Oh luna piena, se davvero puoi esaudire i desideri piΓΉ sinceri di noi piccini, fa che io possa conoscere e abbracciare almeno una volta il mio papΓ .»

Improvvisamente, dinanzi agli occhi increduli della piccola, la luce della luna sembrΓ² intensificarsi sempre piΓΉ, avvolgendola con un fascio di luce come fosse un abbraccio intriso di calore e serenitΓ . La luce iridescente costrinse Kai a chiudere gli occhi e quando alcuni istanti dopo li riaprii, si ritrovΓ² in un luogo incantato dove il tempo sembrava sospeso. Dalle verdi palme apparve lentamente una figura maschile che, seppure non avesse mai visto prima, le sembrΓ² familiare. Un uomo alto dai colori scuri e dal sorriso gentile la salutava e piegandosi sulle ginocchia, spalancando le sue braccia, la invitava ad avvicinarsi. Ci volle poco per la piccola Kai per capire chi fosse quell’uomo e non potΓ© far altro che gridare con gioia una sola parola, quella che aveva sempre desiderato  pronunciare «PapΓ ».

Corse velocemente verso suo padre mentre il leggero venticello muoveva i suoi capelli come le onde del mare e ogni passo era un’esplosione di gioia, un piccolo salto di entusiasmo, finchΓ© finalmente si gettΓ² con le sue piccole braccia attorno al collo di quell’uomo lasciandosi avvolgere da un abbraccio che aveva sognato da sempre.

Non aveva bisogno di parole:attraverso  quel contatto Kai percepiva quanto fosse forte il legame che gli univa e che era cresciuto nel tempo nonostante la distanza fisica. Tuttavia, aveva la possibilitΓ  di esaudire un altro desiderio, conoscere la voce di suo padre cosΓ¬, allontanandosi solo un po’, in modo da poterlo guardare negli occhi disse

«Anche se non mi hai detto nulla, io so benissimo che tu sei il mio papΓ !»

«Eh da cosa lo hai capito» chiese Nakoa incuriosito.

«Dal luccichio dei tuoi occhi!» suo padre rispose con un sorriso immenso e Kai proseguΓ¬ «Vedi, sono cresciuta bene?»

«Certamente tesoro, ma sappi che in tutti questi anni, non ho mai perso un solo secondo della tua vita. Ti ho visto crescere, giocare, sorridere e anche piangere. Quest’ultima cosa ha reso triste anche me perchΓ©, seppur sempre presente, tu non potevi vedermi ed io non riuscivo a consolarti. Lo facevo in un altro modo perΓ²!»

«Eh come?» chiese stupita Kai.

«Beh, attraverso il vento cercavo di farti solletico o con l’aiuto del mare cercavo di riprodurre suoni rilassanti. Attraverso il sole e la luna veglio su di te dall’alto e quando ti perdi con lo sguardo nel vuoto, attraverso una farfalla colorata, vengo a posarmi sul tuo dolce nasino, facendoti sorridere e cosΓ¬ sorrido anche io.»

«Davvero puoi fare tutto questo papΓ ?»

«Certo tesoro mio, io sono sempre con te»

I due si abbracciarono nuovamente per poi correre e giocare nel verde proprio come Kai aveva immaginato da sempre, raccontandosi e ridendo mentre il mondo intorno era solo un sussurro lontano. All’improvviso, iniziΓ² a farsi spazio una luce calda e potente come era accaduto subito dopo aver espresso il desiderio. Kai dovette chiudere gli occhi per la troppa luce mentre udii la voce del padre che le sussurrava qualcosa.

«Kai, figlia mia, sarΓ² sempre con te. Il nostro amore non avrΓ  mai fine. Aloha!»

Quando Kai riuscii ad aprire nuovamente gli occhi si guardΓ² intorno. Era sulla panchina davanti casa, illuminata dal chiarore della luna. Suo padre non c’era piΓΉ ma si sentiva pervasa da una nuova sensazione. Aveva ricevuto dalla luna un dono prezioso, il suo desiderio incontenibile di conoscere suo padre non rappresentava piΓΉ un vuoto nel cuore, bensΓ¬ un tesoro da custodire.

«Grazie luna!» sussurrΓ² Kai mandando un bacio verso il cielo.

Da quel giorno Kai visse la sua vita con una luce diversa e la gioia nel cuore. Aveva capito che il legame con un genitore non conosce confini temporali. E ogni notte in cui la luna regnava nel cielo lei la guardava intensamente sapendo benissimo che suo padre era lì a vegliare su di lei.


Commenti

Post popolari in questo blog

π‘«π’Š π’Žπ’‚π’…π’“π’† π’Šπ’ π’‡π’Šπ’ˆπ’π’Šπ’‚ - di Cinzia Perrone e Katia Cozzolino

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Ritorna sul nostro blog Cinzia Perrone e questa volta non sarΓ  sola, bensΓ¬ Γ¨ accompagnata da una collega davvero speciale: sua figlia Katia Cozzolino. In questa silloge si ha la possibilitΓ  di vivere un viaggio emozionale attraverso versi ed aforismi legati ad importanti temi sociali e personali che toccano da vicino la quotidianitΓ  non solo delle autrici, ma anche dei lettori. Cinzia e Katia, tenendosi per mano, iniziano questo cammino alla scoperta di se stesse, mettendosi a nudo, confrontandosi su diversi temi mostrando la visione fanciullesca e matura trasmettendo emozioni diverse e forti allo stesso tempo. Attraverso i loro versi emergono emozioni che spesso vengono taciute come le difficoltΓ  dell’epoca adolescenziale, la necessitΓ  di essere compresi, il coraggio di affrontare e attraversare le proprie paure e la ricerca della propria identitΓ . La scrittura risulta essere diretta ed efficace da parte di entrambe cosΓ¬ da far...

𝕀𝕝 𝕑𝕒𝕣𝕔𝕠 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕖 π•žπ• π•Ÿπ•˜π• π•π•—π•šπ•–π•£π•– π•žπ•’π•˜π•šπ•”π•™π•– - Giovanna Santarsiero

  Nella magica Provenza esiste un parco incantato nel quale si puΓ² vivere un'esperienza unica e irripetibile; ovvero si puΓ² volare in cielo e guardare il mondo dall'alto salendo su di una magica quanto insolita mongolfiera. Per far si che queste mongolfiere possano volare alte nel cielo non occorre conoscere solo le leggi della fisica e padroneggiare l'arte della navigazione aerea, bensΓ¬ Γ¨ necessario alimentare una fiammella speciale. È un giorno di fine luglio, l'estate Γ¨ nel pieno della sua navigata e la Provenza si colora di tinte particolari grazie ai campi di lavanda in fiore che regalano paesaggi da cartolina capaci di togliere il fiato. La Costa Azzurra Γ¨ uno spettacolo, piena di vita e con quel suo mare terso e reso brillante dai raggi del sole che arrivano a baciare le onde che danzano seguendo un ritmo tutto loro. In questo quadro temporale magico tre amici Jaqueline, Jean e Philippe se ne stanno nel parco all'ombra di un albero secolare, seduti su di una ...

π‘π’π­π«πšπ­π­π¨ 𝐝𝐒 𝐧𝐨𝐛𝐒π₯𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 - di Bruno Volpi

  Amate i gialli? Bene, questo romanzo giallo fa al caso vostro! Nelle mani del capitano dei carabinieri Sofia Crisalide arriva un caso intricato da risolvere. Il famoso critico d'arte Ignazio Riva viene trovato morto nella sua lussuosa villa colpito con l'attizzatoio del camino. Nessuna forzatura, nessun furto e niente impronte digitali. Da dove cominciare?  Sicuramente dall'episodio avvenuto il giorno prima che aveva visto Riva protagonista di una forte accusa da lui lanciata durante una prestigiosa mostra di Alessandria nei confronti di un presunto capolavoro attribuito a Giovanni Boldoni dichiarato da lui un falso. Si tratta del primo dipinto, realizzato molti anni fa e che pare poi sia scomparso, che ritraeva una donna conosciuta  ovvero Donna Franca Florio, una nobildonna siciliana.  Tutto questo non puΓ² non far calare un velo nero sulla manifestazione mettendo in cattiva luce l'organizzatore dell'evento Giovanni Nigido, la sua assistente Paola Russo e l'e...