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𝑰𝒍 π’‡π’‚π’π’•π’‚π’”π’Žπ’Šπ’π’ 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒗𝒆𝒗𝒂 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍 π’ƒπ’–π’Šπ’ - di Giovanna Santarsiero

 



Nel Piccolo mondo tenebroso, che si mostra in autunno al calar del sole e con l’arrivo della notte, c’Γ¨ aria di festa. Eh giΓ , perchΓ© sta per arrivare la Tenebrosa Festa d’Autunno. È una festa molto amata dagli abitanti del Piccolo mondo tenebroso perchΓ© permette loro di divertirsi e giocare liberi, senza doversi nascondere dal mondo degli umani che, non si sa per quale ragione, li teme.

Gli organizzatori della festa sono Muffin, un piccolo mostriciattolo a forma di dolcetto con due grandi occhi curiosi e un cuore d’oro, Ombra, il piccolo lupo gentile che si nasconde fra gli alberi ma ama molto ballare e Ragnina, una ragnetta nera che tesse ragnatele luminose e decorative.

Quest’anno i tre amici organizzatori hanno pensato bene di scegliere, come luogo in cui si svolgerΓ  la tanto attesa festa, la villetta disabitata posta su di una collina, avvolta dalle tenebre e dalla nebbia.

Pare si aggirino dei simpatici pipistrelli in quelle stanze, dato che sono buie e quindi risultano  essere il posto giusto per potersi nascondere dalla luce del giorno.

Tutti gli abitanti del Piccolo mondo tenebroso sono felici ed entusiasti della festa, tutti tranne uno, il piccolo Tod, un fantasmino dagli occhi teneri e le piccole manine bianche. Dopo la notizia, infatti, si era nascosto in un angolino del bosco, tutto rannicchiato e triste.

Muffin, che con il suo cuore d’oro aveva percepito la tristezza nel suo piccolo amico, si avvicinΓ² a lui e gli chiese «Tod, perchΓ© sei triste?»

«PerchΓ© quella villetta sarΓ  tutta buia e paurosa» rispose il piccolo Tod.

«Beh si, sarΓ  buia certo, ma non paurosa, dato che ci siamo noi!»

«Ma io ho paura del buio! E anche se ci siete voi non mi divertirΓ² affatto!» rispose triste il piccolo fantasmino.

A nulla servirono le parole dei suoi amici, Tod non riusciva proprio a risollevare il suo morale, la tanto attesa Tenebrosa Festa d’Autunno per lui sarebbe stata una vera catastrofe.

I giorni volarono come un soffio di vento e arrivΓ² il fatidico giorno dei festeggiamenti. Tod si incamminΓ² solo soletto nel bosco tenebroso con un passo lento simile a quello di una tartaruga. Non aveva nessuna voglia di arrivare a quella villetta.

All’improvviso notΓ², dietro un cespuglio, un bagliore. Incuriosito si avvicinΓ² e trovΓ² una zucca.

«Wow, una zucca luminosa!» disse ad alta voce.

«E tu chi sei?» chiese la zucca improvvisamente, facendo sobbalzare il piccolo fantasmino.

«Mi…mi chiamo Tod e tu, tu chi sei?» chiese balbettando preso ancora dallo spavento.

«Mi chiamo Jacket, sono una zucca lanterna. Stai andando anche tu alla Festa Tenebrosa d’Autunno?»

«Si anche se non voglio andarci!»

«E perchΓ© mai? È una festa cosΓ¬ graziosa?» chiese sorpresa la zucca.

«Si la festa lo Γ¨… ma quella villetta buia no. Ho paura delle tenebre io!»

«Mmm. . .» si fermΓ² a riflettere Jacket sulle parole di Tod. Un fantasmino che aveva paura del buio. Era un problema che andava assolutamente risolto.

«Non devi aver paura del buio, il buio in realtΓ  Γ¨ un nostro amico»

« Ah si?» chiese stupito Tod.

«Ma si certo. Pensa che nel buio noi possiamo essere chi vogliamo perchΓ© nessuno ci puΓ² vedere e giudicare, e poi quello che mostra la luce Γ¨ presente anche nel buio, anche se non lo puoi vedere con gli occhi, lo puoi vedere con la luce del cuore, proprio come ho fatto io che ho trovato la luce in me stesso e sono diventato una zucca lanterna»

«Come si fa?» chiese Tod.

«Te lo mostrerΓ², ma adesso non temere e vieni con me e andiamo insieme alla festa»

Tod si fece convincere da quel nuovo amico così insolito e che sembrava avere una soluzione ai suoi problemi.

Durante il tragitto, nel buio della notte, incontrarono diversi imprevisti. Rumori strani e ombre buffe. Ogni volta che Tod correva a mettere le sue piccole manine bianche  davanti agli occhi, Jacket, con la sua luce, illuminava tutto mostrando che i rumori strani erano solo leprotti che giocavano in un cespuglio e le ombre buffe erano quelle di due scoiattoli che stavano appisolati su di un ramo.

«Vedi Tod, il buio nasconde ciΓ² che vediamo di giorno, ma Γ¨ la nostra paura a mostrarci cose che non esistono»

«Jacket hai proprio ragione, mi sono spaventato per nulla» disse sollevato il piccolo fantasmino.

I due arrivarono finalmente alla villetta e tutti gli amici li accolsero felici, soprattutto nel vedere il loro pauroso amico Tod, che era giunto fin lì con un bel sorriso sul faccino.

Quando entrarono in alcune stanze buie Tod s’illuminΓ², proprio come Jacket e, senza rendersi conto, si divertΓ¬ molto. Aveva acceso la luce del cuore e non sentiva piΓΉ dentro di sΓ© la paura per il buio.

Al termine della festa si avvicinΓ² al suo nuovo amico.

«Jacket, amico mio, grazie. Con il tuo aiuto ho superato la mia piΓΉ grande paura!»

«Non devi ringraziarmi Tod, gli amici sono coloro che ti aiutano ad affrontare le difficoltΓ , ma Γ¨ solo la nostra volontΓ  a farci superare le paure»

«Sono d’accordo con te!» rispose il fantasmino.

Da quel giorno, il piccolo  Tod, non ebbe piΓΉ paura del buio e aveva imparato una bella lezione che portΓ² con sΓ© per tutta la vita: anche le paure piΓΉ grandi si possono superare con l’aiuto degli amici e con un po' di luce nel cuore.


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