π΄π πππππ ππππ π ππ ππππ πππππ - di Giovanna Santarsiero
Il Piccolo Mondo Tenebroso,
cari miei amici, Γ¨ misterioso e ricco di avventure. Quella che vi racconterΓ²
oggi ha un protagonista speciale e per scoprirlo continuate a leggere.
Nella Foresta tenebrosa,
fra alberi contorti e antichi e cespugli rigogliosi e ricchi di sfumature
autunnali, viveva il piccolo, adorabile, solitario Noir: il gatto nero.
Da anni, la leggenda lo
perseguitava: veniva visto come segno di sfortuna per via del suo lucido manto
nero e così tutti gli abitanti del Piccolo Mondo Tenebroso, e non solo, lo
avevano emarginato e allontanato.
Ogni volta che
attraversava le strade dei boschi poco prima del passaggio di un folletto o di
una streghetta, veniva insultato e maltrattato perchΓ© il suo passaggio avrebbe
rovinato la loro giornata, e così giravano i tacchi e intraprendevano una
strada alternativa per scongiurare la sfortuna.
Noir cercava di stare
negli angoli piΓΉ isolati della Foresta Tenebrosa, triste e amareggiato. Viveva in
solitaria, a lui non era concesso avere amici, infatti, non conosceva cosa
volesse dire ricevere coccole o parole gentili. I suoi giorni erano malinconici
e cupi tanto che ormai aveva perso l’entusiasmo e la speranza.
Si avvicinava perΓ² la
fine di ottobre e con lui sarebbe arrivata la Tenebrosa Festa d’Autunno. Per tutti
era motivo di gioia, una ricorrenza in cui potersi incontrare e divertirsi
liberi e spensierati. Per Noir era un giorno come tutti gli altri.
Ma quando quella sera,
il sole andΓ² a dormire per lasciare la scena ad una tonda quanto luminosa luna
piena, qualcosa di magico avrebbe cambiato per sempre le sorti del piccolo
Noir.
Se ne stava appollaiato
sul ramo di un vecchio albero, il cui tronco, era segnato da profonde
solcature. Aveva deciso di addormentarsi così da far scorrere velocemente le
ore e non sentirsi travolgere dalla tristezza dell’essere l’unico abitante del
Piccolo Mondo Tenebroso a non partecipare alla Tenebrosa Festa d’Autunno.
All’improvviso, perΓ²,
sentì una voce angelica arrivare a lui come un sussurro.
«Noir, piccolo mio, che
ci fai qui solo soletto?»
Era lei, la Luna Piena.
«Luna. . . che vuoi che
faccia? Sono emarginato e maltrattato da tutti perchΓ© vedono in me solo
Sfortuna e maledizione e tutto questo lo devo al mio manto nero. Ma io non
porto affatto sfortuna!» rispose il piccolo Noir, con i suoi occhi viola dolci
e colmi di lacrime.
«Dobbiamo fare qualcosa
per cambiare la situazione. Tu non meriti questo destino!»
«Hai forse qualche
idea?» chiese allora Noir incuriosito, sentendo nascere nel suo piccolo cuore,
la fiammella della speranza.
«Certo che sΓ¬. Sai, io
sono la Luna Piena e ascolto i desideri di tutti. Quelli che sono sinceri e
giusti cerco di realizzarli. E il tuo desiderio di essere visto per quello che
hai dentro di te, senza essere attaccato da pregiudizi senza senso, Γ¨ da
prendere in considerazione»
«Grazie Luna. Sei davvero
speciale!» rispose felice il piccolo gattino.
«Non ringraziarmi e
mettiti seduto!»
Noir ubbidì.
La Luna Piena soffio su
tutta la Foresta Tenebrosa, che in un baleno, si illuminΓ² d’argento.
«Chiudi gli occhi,
piccolo Noir» disse Luna Piena «lascia che la mia luce argentata entri nel tuo
cuore»
Noir fece come gli era
stato detto e sentì un calore diffondersi dentro di lui, come se milioni di
stelline lo avevano avvolto in un manto magico. Il suo pelo iniziΓ² a brillare e
i suoi occhi viola, che lentamente aprì, sembravano due gemme luminose.
«Da questa notte, caro
Noir, ogni volta che incontrerai qualcuno sul tuo cammino e ti guarderΓ con
paura e diffidenza, riceverΓ come dono fortuna e gentilezza. Il tuo passaggio
porterΓ luce dove c’Γ¨ il buio e speranza a chi vaga nella tristezza. Γ giunto
il momento per il mondo di scoprire la grandiositΓ che si cela nei gatti neri»
«Luna ma questo Γ¨ un
dono meraviglioso!» disse Noir, che si sentiva diverso, piΓΉ leggero e colmo di
emozione.
«Usalo con saggezza. La
vera magia nasce dalla purezza del cuore. Ora va, la Tenebrosa Festa d’Autunno
ti sta aspettando!» rispose Luna Piena strizzando l’occhio.
Noir, carico di coraggio, si precipitΓ² giΓΉ dall’albero, cadendo
abilmente sulle sue zampe e si diresse verso la piazza centrale in cui la Festa
era entrata nel vivo. Le strade erano illuminate da lanterne arancioni e le
risate degli abitanti arrivavano festose fino a lui. Quando mise la sua zampina
nella piazza la musica si fermΓ² e tutti si voltarono a guardarlo.
«Oh no! Un gatto nero!» urlΓ² una streghetta, mentre stringeva
fra le mani il suo cappello nero a punta, come a volersi proteggere.
In quel preciso istante, i dolci occhi viola di Noir si
illuminarono e dal cielo venne giΓΉ una pioggia di stelle argentate, che si posΓ²
come un velo su tutti gli abitanti. I loro volti si distesero e avvertirono un
senso di gioia nel cuore.
Un folletto si avvicinΓ² a Noir e lo accarezzΓ².
«Che strano. . . sentivo il bisogno di farlo e il contatto
con il tuo pelo mi rende sereno e felice» disse sorridendo.
«Voglio farlo anche io!» disse una streghetta. E dopo di
lei, tutti gli altri si diressero entusiasti verso il piccolo micio.
Noir venne invaso da coccole, attenzioni, ringraziamenti. Tutti
volevano giocare con lui. Incredulo, il piccolo gatto nero, per la prima volta
non si sentiva solo ma amato.
Da quella notte, nel Piccolo Mondo Tenebroso aleggiΓ² una
nuova leggenda: chiunque incontrasse un gatto nero sarebbe stato travolto da
fortuna e serenitΓ .
E ogni volta che la Luna Piena faceva capolino nel cielo
notturno, Noir le dedicava un dolce miagolio, in segno di riconoscenza e felice
di sapere che grazie a lei, aveva ritrovato la sua luce interiore che aveva
preso a brillare piΓΉ forte che mai.

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