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La felicitร : tanto ambita e cosรฌ difficile da raggiungere. Ma รจ davvero un’utopia?

In occasione della giornata Internazionale della Felicitร , fondata nel 2013 dalle Nazioni Unite, e che oggi festeggia il dodicesimo anniversario, voglio concentrarmi sull’importanza di questo intenso sentimento che tutto vogliamo provare nel corso della vita e lo faremo attraverso tre poeti che, attraverso lo loro poesie dedicate appunto alla felicitร , che ci portano a carpire il senso di questa magica parola e a come fare per ricercarla e godere della sua inebriante sensazione. 

Il primo poeta che pongo sotto osservazione รจ Hermann Hesse, un poeta, scrittore e pittore tedesco che ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Attraverso la sua poesia intitolata Glรผck, ovvero felicitร , ci insegna come imparare ad essere felici nella nostra vita. 
Come sottolinea il poeta, se si dร  la caccia alla felicitร , รจ difficile goderne, anzi, cosรฌ facendo, si ottiene l’effetto opposto, ovvero si rischia di vedere tutto nero ogni volta che un nuovo tentativo risulta vano, con la conseguenza di cadere nella disperazione che non fa altro che dannare la nostra anima. Spesso, bramiamo cosรฌ tanto l’essere felici che, presi da questa estenuante ricerca, finiamo con il dimenticarci una cosa essenziale, ovvero che ciรฒ che ci rende felice ci appartiene giร . Inevitabilmente l’essere umano cade nella tentazione di concentrarsi solo su ciรฒ che manca, senza considerare affatto che lamentandosi per queste mancanze si finisce con l’esaurire l’entusiasmo, l’ottimismo e le energie portando la vita ad essere priva della vera felicitร . 
Pertanto, solo quando smetteremo di cercare un benessere immaginario, di voler raggiungere mete impossibili riusciremo finalmente a troveremo la pace e la felicitร .

Diverso รจ lo spunto che suggerisce il secondo poeta che ho scelto รจ il grande Eugenio Montale, uno dei piรน illustri poeti italiani del Novecento. 
Montale, con la sua poesia, Felicitร  raggiunta, apre una finestra sul mondo portando alla luce la dualitร  della felicitร .
Se da un lato la felicitร , quando si palesa, viene vista come una sorta di miracolo, la luce in fondo al tunnel della disperazione in cui molte persone sono sprofondate per fatalitร  o fallimenti; dall’altro essa รจ cosรฌ effimera, fragile come teso ghiaccio che s’incrina al contatto del piede, che genera timore e preoccupazione per l’arrivo di eventi esterni che l’uomo non puรฒ prevenire.
Come infatti va ad evidenziare il poeta, la fragilitร  della felicitร  รจ tale che nemmeno chi piรน la ama e la possiede dovrebbe sfiorarla per evitare di sciuparla e vederla andar via. 

In questo quadro generale non potevo non, citare per un tema cosรฌ importante, lei, Miss Fallaci. 
Oriana Fallaci รจ stata una giornalista e scrittrice italiana. Partecipรฒ giovanissima alla Resistenza italiana e fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualitร  di inviata speciale. Nella sua visione di felicitร , attraverso la sua poesia La felicitร  a due non esiste, la Fallaci, porta a riflettere su una questione che condivido particolarmente che giร  nel primo verso della sua poesia emerge, ovvero la felicitร  รจ solitaria. Spesso, ci facciamo persuasi dell’idea che la vera felicitร  sia solo quella condivisa nella vita di coppia e magari finiamo con l’idealizzare ed esaltare un rapporto malsano. Ecco come si importante invece ricercare la felicitร  in se stessi, attraverso un percorso individuale, mistico, spirituale che ci porti alla consapevolezza che essa risiede nel rispetto verso noi stessi e gli altri, nel raggiungimento personale di un benessere con noi stessi. Solo cosรฌ potremmo essere felici e dare un valore aggiunto ai rapporti con gli altri.
Ecco dunque tre chiavi di lettura per imparare a vivere la felicitร  apprezzandola in ogni sua peculiaritร , con la consapevolezza che non รจ eterna, non va cacciata, spesso risiede in quello che giร  abbiamo, senza cercare oltre, e soprattutto che non dobbiamo mai finire con il dare agli altri il potere di fare il bello e il cattivo tempo nella nostra vita, la vera felicitร  risiede dentro di noi.

Di seguito le tre poesie.

Felicitร  
di Hermann Hesse

Fin quando dai la caccia alla felicitร ,
non sei maturo per essere felice,
anche se quello che piรน ami รจ giร  tuo.
Fin quando ti lamenti del perduto
ed hai solo mete e nessuna quiete,
non conosci ancora cos’รจ pace.
Solo quando rinunci ad ogni desiderio
e non conosci nรฉ meta nรฉ brama
e non chiami per nome la felicitร ,
Allora le onde dell’accadere non ti raggiungono piรน
e il tuo cuore e la tua anima hanno pace.

Felicitร  raggiunta 
di Eugenio Montale

Felicitร  raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi piรน t’ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
รจ dolce e turbatore come i nidi delle cimase
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

La felicitร  a due non esiste 
di Oriana Fallaci

La felicitร  a due non esiste.
La felicitร  รจ solitaria.
รˆ un sogno che va
pei sentieri d’un mondo
sconosciuto e lontano:
laggiรน dove s’alzan le vette dell’Himalaya.
รˆ un monaco che va solo
beandosi del suo silenzio
e del silenzio che lo circonda.
รˆ il bastone sul quale si appoggia
un bastone innocuo non un bastone che uccide.
รˆ il campanellino legato al suo piede
per dire alle formiche
spostatevi, non voglio schiacciarvi.
Alberi gialli di mango
fiammeggianti cespugli di hibiscus
orlano la tacita strada:
quando ha fame di cibo egli mangia
un mango maturo,
quando ha fame di bellezza egli tocca
un hibiscus sbocciato,
poi riprende il cammino ed arriva
al monastero che sta sulle vette dell’Himalaya.
La felicitร  รจ un monastero
che sta sulle vette dell’Himalaya.
Bianchi ghiacciai e monaci muti
lunghissime trombe che al sorger del sole
esalano un suono purissimo
sempre ripetuto ed eguale a sรฉ stesso.
E lui
senza rimpiangere le melodie
d’un tempo sepolto coi desideri e i ricordi
ascolta e sorride felice perchรฉ
sa d’essere in pace, d’aver finalmente trovato
la pace.


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