Recensione a cura di Giovanna Santarsiero
Cosa si è disposti a fare per lavoro?
Dal Giappone arriva un thriller psilogico che ha venduto 700.000 copie, posizionandosi primo nella classifica dei best seller e restandoci per settimane. Sembra inoltre abbia solleticato i maestri dei fumetti e del cinema, che stanno pensando di trasformare le pagine di questo romanzo in immagini.
Dati i presupposti, non potevo certo farmi sfuggire l'occasione di ficcare il naso fra queste righe abilmente intrecciate da Akinari Asakura, un giovane scrittore che con la sua penna mette sotto i riflettori i meccanismi sociali giapponesi.
Fra i tanti temi, quello della ricerca del lavoro è tra i più scottanti. Un'impresa non sempre facile che porta molti giovani a dover fare i conti con ripetute porte sbattute in faccia e con sogni troppo grandi che vanno a schiantarsi contro una dura realtà.
Nella fattispecie, entriamo nella mente di Shogo Hatano, un giovane aspirante che è riuscito ad arrivare lì dove molti hanno fallito: al colloquio finale alla Spiralinks, la tech company più ambita del Giappone. Su cinquemila candidati, lui e altri cinque sono arrivati alla prova finale. L'azienda sembra intenzionata ad assumerli tutti, a patto che riescano a creare un team efficiente e coeso che riesca a convincerli nell'ultimo colloquio. Un mese di tempo a disposizione da sfruttare al meglio per conoscersi e capire insieme quale strategia adottare per superare quell'ultimo gradino ed entrare a far parte di una realtà agognata da tempo.
Il colpo di scena
Il giorno prima del colloquio finale, però, arriva una mail ad ognuno in cui viene annunciato un cambio di registro. Sarà scelto solo un candidato e la decisione finale sarà presa proprio da loro. Una vera doccia fredda. Avranno a disposizione una sala riunioni e due ore e mezza per decretare colui che, rispetto agli altri, merita di essere assunto. Così, l'esercizio di team building si tramuta in una vera e propria sfida all'ultimo fiato. Si deciderà di procedere con l'effettuazione di una votazione ogni mezz'ora ma, alla fine della prima, entra in gioco una busta contenente altre sei, una per ogni candidato.
Al suo interno, un segreto devastante che può far ribaltare la situazione.
Attraverso Hatano entriamo in questo gioco claustrofobico orchestrato da uno dei presenti con l'intento di mettere fuori gioco gli altri. Hatano cercherà di capire chi possa essere il burattinaio di quel meccanismo vile e dimostrare a tutti di meritare il lavoro. Ci riuscirà?
Il genio
La genialità di questo romanzo risiede non solo nella scelta di una trama avvincente che rivela quanto l'essere umano, posto sottopressione e alle strette, sia capace di elaborare strategie sadiche e machiavelliche pur di conseguire i propri obbiettivi, ma anche nell'architettura narrativa.
Il romanzo si articola in due parti: nella prima assistiamo a questo singolare – e inquietante – metodo adottato delle Risorse Umane per individuare il candidato ideale; nella seconda, invece, scopriamo gradualmente l'identità del colpevole, ma attraverso altri occhi.
Molteplici colpi di scena, interrogativi che trovano risposte impensabili, suspence calibrata, ritmi incalzanti e quella sensazione di essere lì, confinati in quella stanza, animati dalla medesima febbrile urgenza di scoprire l'epilogo.
Conclusione
Per chi, come me, nutre una certa predilizione per i thriller psicologici, raccomando caldamente la lettura di questo libro. Asakura riesce abilmente a condurci all'interno di un meccanismo sociale – quello del mondo del lavoro – che spinge gli individui a essere disposti a tutto pur di ottenere una mansione tanto ambita, indipendentemente dalla liceità dei mezzi impiegati. La tensione narrativa, i repentini cambi di registro, le vicende dei sei candidati: ogni elemento è orchestarto con equilibrio e, al contempo, con notevole intensità, testimoniando una padronanza stilistica degna di nota. Il lettore viene sopraffatto dall'incidere della vicenda, in un continuo ribaltamento di certezze. In sintesi, per chi predilige letture che rifuggano la prevedibilità e in cui ogni pagina lasci un'impronta duratura, Gli ultimi sei rappresenta una scelta imprescindibile.

Akinari Asakura (1989), considerato una delle voci più originali della narrativa giapponese contemporanea, vive nella regione del Kantō. Nel 2012 ha vinto il 13° premio Kodansha BOX per esordienti “Powers”. Da allora ha pubblicato numerosi romanzi che esplorano con tensione e intelligenza i meccanismi sociali del Giappone moderno, tra ambizione, segreti e competizione.
Noto in patria come “il cecchino degli indizi” per la sua maestria nella gestione della struttura narrativa e dei colpi di scena, è anche il coautore, insieme al celebre fumettista Takeshi Obata, della serie manga Show-ha Shoten!
Per Feltrinelli ha scritto Gli ultimi sei, un caso editoriale da 700.000 copie in Giappone, rimasto per settimane in vetta alle classifiche dei bestseller e vincitore di numerosi premi. Adattato in un manga, uno spettacolo teatrale e un film, è in corso di traduzione in sedici Paesi.
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