Passa ai contenuti principali

IL MIO NOME È CARLO - Un ragazzo qualunque capace di guardare oltre

 



Domenica 27 settembre 2026 è stato trasmesso sul piccolo schermo Il mio nome è Carlo, un film diretto da Giacomo Campiotti che racconta la breve ma intensa vita di Carlo Acutis, un ragazzo prescelto, spentosi a poco più di quindici anni a causa di una leucemia fulminante. Carlo ha fatto della propria vita una testimonianza di fede e carità. Un ragazzo qualunque, che insegue le sue passioni e che, tuttavia, sin dalla tenera età manifesta una profonda compassione per gli emarginati e una forte vicinanza a Dio. È proprio questo a far intuire alla madre Antonia che quella creatura rappresenti un dono.

Nel film viene messa in evidenza la normalità di Carlo, ancor prima della sua santità. Il protagonista riesce a guardare oltre, con un meraviglioso sorriso che diventa una fonte di luce per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo. È un giovane che invita all’originalità, pur appartenendo a quella generazione che inizia ad avvicinarsi sempre più alla rete. Carlo vede in internet un mezzo potentissimo per poter raggiungere chiunque e decide di sfruttarlo per sensibilizzare alla fede, ma soprattutto per invitare a rivolgere lo sguardo verso gli invisibili.

Le scene del film sono molto toccanti e riescono a suscitare emozioni profonde, soprattutto se si pensa che Carlo appartenga a un’epoca non affatto lontana dalla nostra. La sua storia appare vicina e riconoscibile: è quella di un adolescente che, come tutti i suoi coetanei, ama il calcio, i videogiochi e il mondo digitale, ma che, allo stesso tempo, sviluppa una sensibilità rara nei confronti di ogni persona.
Entrare nella giovinezza più profonda di Carlo Acutis sensibilizza inevitabilmente lo spettatore, che viene coinvolto dalla magnificenza, seppur composta e mai fuori dalle righe, di un giovanissimo capace di osservare e di dare tutto se stesso attraverso gesti semplicissimi. Questa è sicuramente la grande svolta che Campiotti ha saputo imprimere alla rilettura della vita di un Santo moderno: trasmettere il forte desiderio di compiere cose straordinarie attraverso l’umiltà.
Non è un caso che Carlo sentisse una profonda connessione anche con san Francesco e che le sue spoglie siano state traslate ad Assisi. Il film sembra restituire proprio questa dimensione francescana, fatta di semplicità, attenzione verso gli ultimi e capacità di riconoscere la presenza del sacro nella quotidianità.

Oltre alle vicende del protagonista, si sviluppa una storia corale che abbraccia l’evoluzione delle persone che hanno condiviso con lui il percorso di crescita. Samuele Carrino, dopo Il ragazzo dai pantaloni rosa, è stato scelto per interpretare Carlo adolescente, mentre Lucia Mascino veste i panni della madre Antonia e Flavio Parenti quelli del padre Andrea. Nel cast c’è anche Brayan Palliyagoda, che interpreta Rajesh, un giovane immigrato accolto nella casa degli Acutis e che trascorre le giornate a stretto contatto con Carlo.
Attraverso questi rapporti, il film non si limita a raccontare ciò che il protagonista fa, ma lascia soprattutto emergere l’effetto che la sua vicinanza produce negli altri. La sua capacità di accogliere, ascoltare e comprendere finisce per modificare anche chi gli sta vicino. La sua storia rappresenta una tangibile dimostrazione di come un’esistenza possa lasciare un segno indelebile senza che la persona ne sia necessariamente consapevole, semplicemente scegliendo di ascoltare il proprio cuore.

La dimensione familiare e quella dell’amicizia, valore molto importante per Carlo, permettono di osservare il protagonista non come una figura irraggiungibile, bensì come un ragazzo inserito in una rete di relazioni concrete. La sua fede è la vera forza che lo contraddistingue, sebbene non sia sempre semplice da vivere. A volte Carlo soffre per la mancanza di comprensione nei confronti della sua originalità, ma non si sente mai davvero solo.

Trovo che sia un film che valga la pena vedere, lasciandosi trasportare dalle emozioni. Questo è stato possibile anche grazie alla bravura di Samuele Carrino, che ha saputo interpretare magistralmente Carlo e trasmetterne la profondità. Lo ha fatto con consapevolezza e delicatezza, restituendo quella dolcezza capace di accarezzare l’anima.
Il film può essere rivisto in streaming e on demand su Mediaset Infinity, anche dopo la messa in onda televisiva.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nati sotto un cielo distratto - di Cinzia Perrone

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero. Torniamo a parlare di Cinzia Perrone, una scrittrice che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare su La Casa Azul. Con questo romanzo, l’autrice ci conduce nelle vicissitudini di una famiglia che attraversa due generazioni in una cittadina campana mai nominata. I protagonisti indiscussi sono due gemelli: Antonia e Giampaolo. Tuttavia, il passato non resta mai troppo indietro, perché – come ci insegna la Perrone – è un bagaglio che portiamo con noi dal quale è necessario estrarre ciò che ha segnato profondamente per non dimenticare e costruire un futuro degno e migliore, andando incontro a ciò che ci aspetta. È una storia che viene raccontata con equilibrio: lascia trasparire sì le emozioni dei personaggi, ma sottolineando quanto sia determinante il ruolo del destino nel percorso di vita di ognuno e di come il cielo abbia già ordito una trama impossibile da aggirare. Eppure, è una storia che porta sotto i riflettore il bisogno d...

𝑫𝒊 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 - di Cinzia Perrone e Katia Cozzolino

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Ritorna sul nostro blog Cinzia Perrone e questa volta non sarà sola, bensì è accompagnata da una collega davvero speciale: sua figlia Katia Cozzolino. In questa silloge si ha la possibilità di vivere un viaggio emozionale attraverso versi ed aforismi legati ad importanti temi sociali e personali che toccano da vicino la quotidianità non solo delle autrici, ma anche dei lettori. Cinzia e Katia, tenendosi per mano, iniziano questo cammino alla scoperta di se stesse, mettendosi a nudo, confrontandosi su diversi temi mostrando la visione fanciullesca e matura trasmettendo emozioni diverse e forti allo stesso tempo. Attraverso i loro versi emergono emozioni che spesso vengono taciute come le difficoltà dell’epoca adolescenziale, la necessità di essere compresi, il coraggio di affrontare e attraversare le proprie paure e la ricerca della propria identità. La scrittura risulta essere diretta ed efficace da parte di entrambe così da far...

𝐑𝐢𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐛𝐢𝐥𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 - di Bruno Volpi

  Amate i gialli? Bene, questo romanzo giallo fa al caso vostro! Nelle mani del capitano dei carabinieri Sofia Crisalide arriva un caso intricato da risolvere. Il famoso critico d'arte Ignazio Riva viene trovato morto nella sua lussuosa villa colpito con l'attizzatoio del camino. Nessuna forzatura, nessun furto e niente impronte digitali. Da dove cominciare?  Sicuramente dall'episodio avvenuto il giorno prima che aveva visto Riva protagonista di una forte accusa da lui lanciata durante una prestigiosa mostra di Alessandria nei confronti di un presunto capolavoro attribuito a Giovanni Boldoni dichiarato da lui un falso. Si tratta del primo dipinto, realizzato molti anni fa e che pare poi sia scomparso, che ritraeva una donna conosciuta  ovvero Donna Franca Florio, una nobildonna siciliana.  Tutto questo non può non far calare un velo nero sulla manifestazione mettendo in cattiva luce l'organizzatore dell'evento Giovanni Nigido, la sua assistente Paola Russo e l'e...