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Per celebrare questa importantissima ricorrenza, proponiamo oggi una delle poesie piΓΉ celebri che si dai banchi di scuola abbiamo imparato a memoria, facendo emergere nella nebulosa visione infantile, i primi segni di un' importante forma individuale e politica umana, ovvero La madre del partigiano di Gianni Rodari.
In questi semplici quanto eloquenti versi, Rodari riesce, con una semplice e allo stesso tempo proverbiale eloquenza a trasmettere il dolore piΓΉ atroce che una madre possa provare, la perdita di un figlio morto ingiustamente. Attraverso la donna a cui da voce, riesce a tramutare il sangue versato in un fiore, il papavero, simbolo della conquista di una libertΓ che ci invita a tenere viva senza mai dimenticare il passato.
Di seguito il componimento.
La madre del partigiano
Gianni Rodari
Sulla neve bianca bianca
c’Γ¨ una macchia color
vermiglio:
Γ¨ il sangue, il sangue di
mio figlio,
morto per la libertΓ .
Quando il sole la neve
scioglie
un fiore rosso vedi
spuntare:
o tu che passi, non lo
strappare,
Γ¨ il fiore della libertΓ .
Quando scesero
i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio
rimase
a far la guardia alla libertΓ .
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