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Nel lontano 25 aprile del 1945, nell' aria si respira il profumo della liberazione dal nazifascismo nel nostro Paese 
Per celebrare questa importantissima ricorrenza, proponiamo oggi una delle poesie piรน celebri che si dai banchi di scuola abbiamo imparato a memoria, facendo emergere nella nebulosa visione infantile, i primi segni di un' importante forma individuale e politica umana, ovvero La madre del partigiano di Gianni Rodari.

In questi semplici quanto eloquenti versi, Rodari riesce, con una semplice e allo stesso tempo proverbiale eloquenza a trasmettere il dolore piรน atroce che una madre possa provare, la perdita di un figlio morto ingiustamente. Attraverso la donna a cui da voce, riesce a tramutare il sangue versato  in un fiore, il papavero, simbolo della conquista di una libertร  che ci invita a tenere viva senza mai dimenticare il passato.

Di seguito il componimento.

La madre del partigiano
Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca 
c’รจ una macchia color
vermiglio:
รจ il sangue, il sangue di
mio figlio,
morto per la libertร .

Quando il sole la neve 
scioglie
un fiore rosso vedi 
spuntare:
o tu che passi, non lo
strappare,
รจ il fiore della libertร .

Quando scesero 
i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio 
rimase
a far la guardia alla libertร .



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