Passa ai contenuti principali

𝕃𝕖 π•§π•–π•£π•šπ•₯Γ  π••π•š π”Ύπ•šπ•£π• π•π•’π•žπ•  π•π•–π•Ÿπ•Ÿπ•–π•£π•š - di Enzo D'Andrea



Recensione di Giovanna Santarsiero

Ci troviamo alla fine degli anni Novanta in un paesino immaginario della Puglia. Un ragazzo di nome Stefano sta scrivendo la sua tesi di dottorato sulla seconda guerra mondiale.

Il professor Baldoni Γ¨ stato categorico: la tesi dovrΓ  basarsi su originali testimonianze reali che non cadano nei soliti argomenti giΓ  visti e rivisti. Stefano Γ¨ consapevole di dover fare del suo meglio per soddisfare le aspettative del professore.  

Nella sua famiglia Γ¨ presente una fonte importante per la sua ricerca, suo nonno materno Girolamo Venneri che tuttavia si Γ¨ sempre mostrato restio nel parlare dei tempi bellici che ha vissuto sulla sua pelle.

Partecipando ad una mostra locale organizzata proprio sul tema della seconda guerra mondiale, Stefano, partecipando con la speranza di poter trovare ispirazione, sarΓ  amaramente colpito da una foto cruenta che non li darΓ  pace e farΓ  nascere in lui una curiositΓ  inarrestabile. Infatti cercherΓ , attraverso un suo vecchio contatto, a risalire al possessore.

La raccapricciante scoperta lo lascerà davvero perplesso, il detentore di quella foto non altri che Girolamo Venneri, suo nonno. Gli viene chiesto di restituire la foto al destinatario e così Stefano coglie la palla al balzo, era giunta forse la sua occasione?

Partendo da quella foto, dopo le prime reticenze, Girolamo decide di raccontare un po' alla volta le vicende vissute sulla propria pelle. Dapprima offuscato, poi sempre piΓΉ nitido, il suo viaggio attraverso i ricordi legati alla guerra diventa sempre piΓΉ ricco di dettagli e accanto ai toccanti aneddoti che permettono di far emergere l’orrore di quei momenti, che emergono anche da diversi libri storici che ben conosciamo, emerge anche un tragico episodio prettamente personale  nascosto per tutti quegli anni.

Attraverso la sua scorrevole scrittura, Enzo D’andrea, riesce, in modo diretto e conciso a trasmettere molte emozioni nel lettore che viene rapito dal racconto provando emozioni similari a quelle vissute dai protagonisti con lo svilupparsi della vicenda.

La sensazione Γ¨ quella di essere catapultati in un vortice generato dal racconto dell’anziano nonno che con semplicitΓ  mostrerΓ  l’aspetto crudo e orrendo della guerra, lasciando emergere sconforto e paura. Ma non solo. Attraverso la visione di Stefano ci troveremo a porci infinite domande tra cui una molto significativa e che almeno una volta nella vita ci siamo posti verso le persone a noi care: nonostante la condivisione del nostro cammino di vita, conosciamo davvero le persone che abbiamo vicino?

Un racconto appassionante che lancia diversi messaggi non solo storici ma anche effettivi. Un nonno Γ¨ un tesoro non solo dal punto di vista dell’esperienze vissute ma anche affettivo. Grazie alla ricerca per il suo dottorato, infatti, Stefano ha modo di coltivare un rapporto accantonato nel tempo. Spesso diamo per scontate troppe cose e attraverso questa toccante storia impareremo ad apprezzare, se ancora non lo abbiamo fatto,  i legami che contano davvero scongiurando ingombranti rimpianti.

Enzo D’Andrea, Γ¨ uno scrittore lucano che vive ad Avigliano, un paese della provincia di Potenza. In passato ha pubblicato due romanzi “Le formiche di piombo” nel 2013 e “L’uomo che vendeva palloncini” nel 2016. Un suo inedito nel, nel 2017, Γ¨ entrato a far parte tra i finalisti del premio Nero Pozza. Dal 2017 al 2021 Γ¨ stato sotto contratto con Trentin Agency. Nel tempo libero oltre a dedicarsi alla scrittura vera e propria, Enzo si dedica alla recensione di libri, frequenta scuole e workshop di scrittura e redige diversi articoli di temi letterari su vari blog.

Commenti

Post popolari in questo blog

π‘«π’Š π’Žπ’‚π’…π’“π’† π’Šπ’ π’‡π’Šπ’ˆπ’π’Šπ’‚ - di Cinzia Perrone e Katia Cozzolino

  Recensione a cura di Giovanna Santarsiero Ritorna sul nostro blog Cinzia Perrone e questa volta non sarΓ  sola, bensΓ¬ Γ¨ accompagnata da una collega davvero speciale: sua figlia Katia Cozzolino. In questa silloge si ha la possibilitΓ  di vivere un viaggio emozionale attraverso versi ed aforismi legati ad importanti temi sociali e personali che toccano da vicino la quotidianitΓ  non solo delle autrici, ma anche dei lettori. Cinzia e Katia, tenendosi per mano, iniziano questo cammino alla scoperta di se stesse, mettendosi a nudo, confrontandosi su diversi temi mostrando la visione fanciullesca e matura trasmettendo emozioni diverse e forti allo stesso tempo. Attraverso i loro versi emergono emozioni che spesso vengono taciute come le difficoltΓ  dell’epoca adolescenziale, la necessitΓ  di essere compresi, il coraggio di affrontare e attraversare le proprie paure e la ricerca della propria identitΓ . La scrittura risulta essere diretta ed efficace da parte di entrambe cosΓ¬ da far...

𝕀𝕝 𝕑𝕒𝕣𝕔𝕠 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕖 π•žπ• π•Ÿπ•˜π• π•π•—π•šπ•–π•£π•– π•žπ•’π•˜π•šπ•”π•™π•– - Giovanna Santarsiero

  Nella magica Provenza esiste un parco incantato nel quale si puΓ² vivere un'esperienza unica e irripetibile; ovvero si puΓ² volare in cielo e guardare il mondo dall'alto salendo su di una magica quanto insolita mongolfiera. Per far si che queste mongolfiere possano volare alte nel cielo non occorre conoscere solo le leggi della fisica e padroneggiare l'arte della navigazione aerea, bensΓ¬ Γ¨ necessario alimentare una fiammella speciale. È un giorno di fine luglio, l'estate Γ¨ nel pieno della sua navigata e la Provenza si colora di tinte particolari grazie ai campi di lavanda in fiore che regalano paesaggi da cartolina capaci di togliere il fiato. La Costa Azzurra Γ¨ uno spettacolo, piena di vita e con quel suo mare terso e reso brillante dai raggi del sole che arrivano a baciare le onde che danzano seguendo un ritmo tutto loro. In questo quadro temporale magico tre amici Jaqueline, Jean e Philippe se ne stanno nel parco all'ombra di un albero secolare, seduti su di una ...

π‘π’π­π«πšπ­π­π¨ 𝐝𝐒 𝐧𝐨𝐛𝐒π₯𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 - di Bruno Volpi

  Amate i gialli? Bene, questo romanzo giallo fa al caso vostro! Nelle mani del capitano dei carabinieri Sofia Crisalide arriva un caso intricato da risolvere. Il famoso critico d'arte Ignazio Riva viene trovato morto nella sua lussuosa villa colpito con l'attizzatoio del camino. Nessuna forzatura, nessun furto e niente impronte digitali. Da dove cominciare?  Sicuramente dall'episodio avvenuto il giorno prima che aveva visto Riva protagonista di una forte accusa da lui lanciata durante una prestigiosa mostra di Alessandria nei confronti di un presunto capolavoro attribuito a Giovanni Boldoni dichiarato da lui un falso. Si tratta del primo dipinto, realizzato molti anni fa e che pare poi sia scomparso, che ritraeva una donna conosciuta  ovvero Donna Franca Florio, una nobildonna siciliana.  Tutto questo non puΓ² non far calare un velo nero sulla manifestazione mettendo in cattiva luce l'organizzatore dell'evento Giovanni Nigido, la sua assistente Paola Russo e l'e...