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π”½π•šπ•Ÿπ•Ÿ 𝕖 π•šπ• π•§π•–π•”π•”π•™π•šπ•  𝕑𝕖𝕀𝕔𝕒π•₯𝕠𝕣𝕖 - di Giovanna Santarsiero


Il mondo marino riserva infinite sorprese e insegnamenti. Per noi esseri umani resta sempre un mistero che ci affascina e ci mette ansia allo stesso tempo.

Quella che sto per raccontarvi oggi Γ¨ una leggenda particolare e insolita che lascerΓ  in voi forti insegnamenti.

In un lontano villaggio costiero viveva un abile pescatore di nome Giorgio, era conosciuto da tutto per la sua bravura e per il suo animo gentile, infatti, ogni volta che tornava dalla pesca regalava il pesce che non vendeva alle famiglie in difficoltΓ .

Giorgio amava da sempre il mare. Sin da bambino era cresciuto sulle barche affiancando nella pesca suo padre che, ahimΓ¨,  volΓ² in cielo troppo presto. CiΓ² nonostante, Giorgio seguΓ¬ le sue orme e fondΓ² la sua vita sulla pesca trascurando tutto il resto. Del mare amava e conosceva tutto, o quasi.

Tuttavia, la sua vita era destinata a subire un cambiamento drastico e inaspettato che lo portΓ² a fare i conti con una triste realtΓ , ovvero l’aspetto oscuro del suo amico mare: il maremoto.

Una notte, infatti, mentre Giorgio dormiva nella sua umile dimora non molto lontana dal porto in cui teneva ancorata la sua barca, sentii un boato fortissimo che lo svegliΓ². Lo spavento lo fece saltare giΓΉ dal letto come un felino e corse alla finestra per guardare cosa stesse accadendo.

Onde alte vari metri si abbattevano sul porto mosse da una furia inarrestabile. Il cielo era scuro piΓΉ della pece e, dalle gonfie e arrabbiate nuvole, cadeva giΓΉ una pioggia copiosa e violenta. Il mare era davvero arrabbiato e in poco tempo portΓ² via con se l’unica barca presente, quella di Giorgio, che venne distrutta sotto i suoi occhi increduli. In quel momento vide spazzare via tutti i sacrifici di una vita.

Il mattino seguente la luce del sole tornΓ² a rischiarare il cielo. Sembrava tutto come sempre se non per i resti che la furia marina aveva lasciato sulla costa, dimostrazione che la natura si era ribellata per i malfatti dell’essere umano che con le sue disattenzioni e il mancato rispetto verso l’ambiente, aveva causato questo drastico cambio climatico. Giorgio, saturo di angoscia e disperazione, scese sulla spiaggia e raccolse alcuni dei resti della sua barca.

Da quel giorno Giorgio venne travolto dalla disperazione, aveva perso tutto, non gli restava altro che la delusione dovuta al tradimento del suo amico mare che con una crudeltΓ  inaudita gli avevo strappato la sua voglia di vivere e cosΓ¬  decise di abbandonarlo.

Trascorse un lungo anno e un giorno sentΓ¬ la necessitΓ  di scendere nuovamente sulla riva e di respirare un po' d’aria, quell’aria che aveva riempito i suoi polmoni per una vita. Se ne stava lΓ¬, su di uno scoglio, con lo sguardo perso nel vuoto quando all’improvviso venne attratto da un movimento delle acque calme del mare. Inizialmente vide solo una pinna. PensΓ² che si trattasse di uno squalo e allora indietreggiΓ².  AguzzΓ² meglio la vista e si rese conto che quella pinna apparteneva ad un bellissimo delfino. Aveva sempre desiderato incontrarne uno, per anni aveva navigato e non aveva mai soddisfatto questo desiderio e adesso poteva finalmente riuscirci.

Il delfino si chiamava Finn, nel mondo marino era conosciuto per la sua intelligenza e per la spiccata capacitΓ  comunicativa che riusciva ad istaurare con gli esseri umani. Si era accorto di Giorgio, della sua disperazione e voleva in qualche modo aiutarlo a ritrovare se stesso. Con la sua danza acrobatica era riuscito ad attirare la sua attenzione e non solo, sul viso dell’uomo, dopo tanto tempo era finalmente spuntato un nuovo sorriso sincero.

Finn si avvicinΓ² a lui e si concentrΓ² per poter comunicare con l’umano.

«Ciao vecchio amico» disse Finn lasciando Giorgio senza parole « cosa fai qui con lo sguardo perso nel vuoto?»

«Ma tu… tu hai parlato!» disse Giorgio di risposta.

« Mi chiamo Finn e sono l’unico delfino al mondo in grado di parlare con gli esseri umani»

«Ho sempre desiderato incontrare un delfino!»

«Vedi? Il mare ha ancora tanto da darti!»

«Il mare non Γ¨ piΓΉ un mio amico. Mi ha tolto tutto!» disse disperato Giorgio.

Il delfino lo guardΓ² intensamente per qualche secondo e poi rispose «Giorgio, l’amore, l’affetto sono sempre perfetti? La vita stessa, la trovi sempre corretta? La perfezione nelle cose, nelle persone e nei legami non esiste. Siamo tutti vulnerabili sotto questo cielo e le difficoltΓ  che incontriamo lungo il nostro cammino ci insegnano molto piΓΉ di quello che pensi. Ti ripeto, il mare ha ancora molto da darti. Quando tocchi il fondo Γ¨  perchΓ© qualcosa di straordinario ti attende!»

Giorgio rimase colpito da quelle parole che risuonavano alle sue orecchie così profonde, sincere e piene di speranza.

«Vieni amico mio, seguimi!» disse Finn riprendendo a nuotare.

Il buon Giorgio sentiva dentro di se il desiderio di scoprire dove volesse condurlo Finn e così, lentamente scese dallo scoglio raggiungendo la riva e iniziò a seguire il suo nuovo e speciale amico. Dopo alcuni metri il delfino si fermò e iniziò a fare acrobazie come a voler indicare che il posto in cui voleva condurlo era proprio lì, davanti ai suoi occhi. Giorgio si voltò lentamente e vide a riva una vecchia barca.

«Ma cosa ci fa questa barca qui?»

«Te l’ho detto. Il mare ha ancora in serbo molte cose per te !»

Giorgio capΓ¬ che effettivamente aveva ancora tempo e la vita voleva dargli un’altra possibilitΓ .  GiΓ  a partire dal giorno seguente si impegnΓ² nel ristrutturare la sua barca e non lo fece da solo. I suoi amici piΓΉ cari, conoscendo la sua storia, si proposero di aiutarlo al fine di sistemare la barca in tempi brevi cosΓ¬ da permettere al loro buon amico Giorgio, che si era sempre speso per tutti, di ritrovare se stesso.

Il giorno del varo arrivò presto e Giorgio sentì un rinnovato entusiasmo mentre la barca scivolava sull'acqua per la prima volta. Finn nuotava accanto a lui, facendo salti gioiosi e spruzzi, celebrando questo nuovo inizio.

Con il ritorno alla pesca, Giorgio riscoprì la bellezza e la tranquillità del mare. Ogni giorno, Finn lo accompagnava in mare aperto, e insieme condivisero molte avventure, pescando e godendo della compagnia l'uno dell'altro.

Una sera Giorgio, mentre ammirava sulla sua barca il sole che si tuffava lentamente nel mare sentΓ¬ la presenza di Finn vicino e voltandosi verso di lui disse: «Finn sei stato una manna caduta dal cielo. Grazie a te ho ritrovato fiducia nel mare, nella vita ma soprattutto in me stesso. Sento di poter fare ancora tanto e tutto questo lo devo a te!»

«Giorgio io ho solo cercato di mostrarti la via, il coraggio lo hai trovato tu in te stesso!»

Giorgio Γ¨ la dimostrazione vivente di come non bisogna mai arrendersi, anche quando il buio diventa ingombrante cosΓ¬ come la gentilezza e l’amicizia vera siano in grado di cambiare la prospettiva di vita. Il mondo animale Γ¨ nostro alleato e abbiamo molto da apprendere da lui, come anche dal mare, nonostante i suoi pericoli, Γ¨ ricco di infinite meraviglie e una fonte di speranza.

E fu cosΓ¬ che, la leggenda di Giorgio e Finn, venne tramandata di generazione in generazione e raccontava di un  delfino speciale che, grazie alla sua straordinaria capacitΓ  di comunicare, salvΓ² un vecchio pescatore permettendogli di ritrovare la sua passione perduta.

 

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