Recensione a cura di Rosa Pace
Non Γ¨ un libro che ho letto di recente. Anzi, Γ¨ un ricordo lontano: un’estate di tanti, tanti anni fa, quando ancora andavo a scuola, adolescente, con l’animo curioso e la voglia di scoprire mondi nuovi tra le pagine. Carmilla Γ¨ uno di quei pochissimi libri che mi Γ¨ rimasto dentro, che ha lasciato un'impronta forte, indelebile.
CiΓ² che mi colpΓ¬ allora — e che ancora oggi ricordo con estrema chiarezza — Γ¨ l’atmosfera gotica che pervade il racconto: affascinante, oscura, ambigua. Carmilla, o meglio Mircalla, con i suoi nomi che cambiano come i volti della luna, Γ¨ una figura magnetica, inquietante, affascinante nella sua ambiguitΓ e nella sua sensualitΓ . Prima ancora che Bram Stoker scrivesse Dracula, Le Fanu aveva giΓ tracciato il profilo di una vampira memorabile, capace di insinuarsi nelle paure e nei desideri piΓΉ profondi dell’animo umano.
Consiglio questo libro soprattutto agli amanti del gotico, perchΓ© Γ¨ un’esperienza da vivere sulla pelle: l’inquietudine, l’ansia, la solitudine, la fascinazione per l’ignoto. Tutti questi sentimenti si intrecciano in poche, intense pagine che ancora oggi sanno lasciare il segno.
Un piccolo capolavoro da (ri)scoprire.

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