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RUGHINA LA TARTARUGA MARINA - di Giovanna Santarsiero

 


Nei fondali marini troviamo un’infinità di specie animali come pesci, mammiferi, crostacei e rettili.

Di quest’ultima categoria fa parte la protagonista di questa storia, Rughina, una tartaruga marina.

Le acque del mare si erano scaldate per via dell’estate e fra quelle onde azzurre, che brillavano grazie ai raggi di sole, Rughina, con il suo corpo affusolato e le zampe anteriori simili a delle pinne, nuotava seguendo le correnti del Mar Mediterraneo. Come ogni anno, ciò che la spingeva a compiere questo lungo viaggio era la deposizione delle uova e per poterlo fare doveva raggiungere la terraferma.

Nuotava ormai da molto tempo, tutto procedeva normalmente finché un giorno Rughina vide una sfera gigante dalle sfumature dorate e con una superficie ricoperta da rialzature fini simili a degli aghi.

«Ma che razza di palla è questa?» disse ad alta voce Rughina per via dello spavento.

«Non sono una palla, sono un pesce io!» una voce tesa e sforzata rispose alla sua domanda.

«Un pesce?» chiese sorpresa Rughina.

«Si esatto mi chiamo Ball. Aspetta fammi cacciare via tutta l’aria» dopo qualche istante la palla gigante diminuì notevolmente, diventando la terza parte di quello che era e finalmente il pesce era visibile.

«Eccomi qui!» disse il pesce finalmente libero di respirare. «Tu devi essere una tartaruga marina invece!»

«Si esatto, mi chiamo Rughina. E tu, sei una specie di pesce che non ho mai visto prima!»

«Sono un pesce palla. Certo lo so, non vivo in queste zone ma ci sono arrivato attraversando il Canale di Suez perché ero curioso di capire cosa succede da queste parti»

«Ah ecco perché non ti ho mai visto prima! Comunque io sono una giovane tartaruga, quindi non ho viaggiato molto, ma devo dire che sono molto affascinata dalle tue peculiarità» affermò la tartaruga con un sorriso amichevole.

«Immagino, è l’effetto che ho su  tutti soprattutto sui nemici!» disse Ball con un sorriso furbo consapevole del timore che incuteva negli altri e proseguì «Mi gonfio con aria o acqua per difesa e poco fa avevo notato qualcosa di sospetto, ma a quanto pare mi sbagliavo. Dove stai andando di bello? Sei in cerca di cibo?»

«No. Come ogni anno sto dirigendomi verso la riva per poter deporre le uova!»

«Interessante. Posso unirmi a te?»

«Certo, viaggeremo insieme!»

Così deciso, i due amici iniziarono la loro avventura e il  viaggio proseguì per tutto il giorno e anche la notte.

Alle primi luci del mattino, però, Rughina arrivò finalmente a riva. Era il momento perfetto!

I suoi movimenti sulla terraferma risultavano più lenti e dopo aver trovato il punto giusto iniziò a scavare una buca con le zampe posteriori così da deporre le sue uova. Era un momento importante in quanto stava lasciando una parte di sè nel mondo. Ricoprì per bene il nido con soffice sabbia e se ne tornò in mare. Ad attenderla Ball, che in religioso silenzio, nelle acque a rive, aveva ammirato il momento magico.

«Sei tornata?» chiese.

«Certo Ball. Il mio compito è finito!»

«Ah si?» l'espressione di Ball era dubbiosa in merito alla risposta appena ricevuta.

«Si. Data la temperatura della sabbia, probabilmente, fra circa quaranta giorni i miei piccoli schiuderanno le uova e autonomamente si dirigeranno in mare. È così che funziona per la nostra specie!» spiegò Rughina.

«C’è sempre da imparare nella vita!» affermò meravigliato Ball, felice di aver scoperto qualcosa di nuovo.

«Eh già. Come vedi, entrambi abbiamo imparato cose nuove dal nostro incontro»

«Eh adesso? Che farai?» chiese il pesce palla.

«Raggiungerò le mie amiche tartarughe nell’Oceano Atlantico!»

«Bene allora il nostro viaggio continua!»

Ball era un pesce curioso e instancabile e così colse immediatamente l’occasione per vivere una nuova avventura.

Il mondo marino è sempre ricco di sorprese, ma quello in cui stavano per imbattersi i neo amici aveva dell’incredibile. Nuotando notarono una protuberanza in superficie grande quasi quanto un’isola ma non era formata da terra.

«Ma cos’è questo ammasso che galleggia nel mare?» domandò Ball.

«Purtroppo è plastica» constatò Rughina.

«Plastica? E come ci è arrivata qui?»

«Proviene sicuramente dal mondo degli umani. Alle volte capita di vedere bottigliette o contenitori galleggiare in acqua.  Le correnti avranno portato tutto qui dove si sono ammassate»

«Rughina, questa è una vera minaccia per il nostro habitat!» esclamò Ball impaurito.

«Purtroppo si. Dobbiamo assolutamente risolvere questo problema!» sentenziò la tartaruga marina.

«Sei coraggiosa, ma come agiremo?»

«Nelle profondità del mare vive Perla, un’ostrica magica, lei potrà aiutarci» disse Rughina.

Senza perdere altro tempo i due amici si inoltrarono verso la profondità del mare. Oltre la barriera corrallina, su di una roccia, se ne stava Perla che rimase sorpresa nel vedere quella strana coppia di amici.

«E voi chi siete?» chiese.

«Regina dei mari Perla, abbiamo bisogno del suo aiuto!» disse subito Ball troppo angosciato da ciò che aveva visto poco prima.

«Cosa succede?» chiesa Perla incuriosita.

«Sulla superficie marina si è formata un’isola di plastica che potrebbe inquinare le acque e compromettere il nostro ecosistema» si affrettò a dire Ball.

«Lei ha il potere di dare voce agli animali marini per comunicare con il mondo terreno. Quindi può aiutarci!» disse Rughina.

Perla ascoltò attentamente e, dopo aver riflettuto un pò, si rivolse a Ball e a Rughina.

«Siete certi che gli esseri umani vi ascolteranno?»

«Non ho la certezza assoluta ma dobbiamo  provarci!» disse Rughina.

Perla ammirò il coraggio di quella giovane tartaruga e del suo amico pesce palla e così muni' Rughina della voce magica come le aveva chiesto.

I due amici ritornarono verso la riva e così, uscendo dal mare, Rughina iniziò a comunicare con gli esseri umani pregando loro di aiutare il mondo marino a sopravvivere a quella terribile minaccia generata dalla distrazione umana. La voce dolce di Rughina toccò l’animo di tutti gli abitanti della Terra. 

Alcune navi si avventurarono per cercare di distruggere l’isola di plastica, così da liberare il mare da quella minaccia. 

Chi rimase sulla terraferma, invece,  resosi conto della gravità delle proprie azioni, decise di rispettare l’ambiente cercando di ridurre il più possibile l’uso della plastica e soprattutto eliminando i rifiuti consapevolmente.

Dopo non molto tempo la situazione sembrò rientrare e Ball e Rughina furono soddisfatti del loro contributo, consapevoli che avevano salvato il loro mondo marino da un minaccia silenziosa.

Il viaggio di Rughina e Ball proseguì, ma ciò che avevano fatto fu raccontato nei tempi. Tutti gli esseri umani, da allora, raccontarono di come una tartaruga marina e un pesce palla nel loro viaggio ricco  di avventure avevano lanciato un messaggio di speranza e cambiamento.


Anche i piccoli passi possono fare la differenza e quando gli esseri umani e gli animali entrano in connessione fra loro, anche un problema insormontabile, se c’è collaborazione, può essere affrontato ed eliminato.


Rispettare l’ambiente è un gesto d’amore per noi e per tutto il pianeta Terra!

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