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QUELLA PAZZA IDEA DI ESSERE LIBERE - di Giovanna Santarsiero

 



Bentrovati al secondo appuntamento con la rubrica il venerdì della musica. Era il 31 luglio del 1973 quando i jukebox diffondevano a oltranza le note di una canzone che ha accompagnato generazioni: Pazza idea.

Da questa premessa è facile dedurre che l'articolo di oggi sarà dedicato all'intramontabile Patty Pravo, una cantante che ha segnato – e continua a farlo tuttora – il panorama della musica italiana.

Biografia

Nicoletta Strambelli nasce nella Venezia del 1948 il 9 aprile in un'Italia che sta cercando di rimettersi in piedi tra macerie materiali e morali. Sin da subito mostra una propensione verso il mondo della musica e si lancia nello studio del pianoforte, costruendo una formazione meno convenzionale rispetto a molte interpreti pop della sua generazione.

La ragazza del Piper

L'inizio della sua carriera conosce la propria alba negli anni '60, quando trasferitasi nella capitale, diventa una presenza centrale le Piper Club, locale emblematico della cultura beat italiana di quell'epoca. Viene soprannominata "La ragazza del Piper".  Quello che di lei colpisce subito è  la sua capacità canora, la sua voce calda, profonda, particolare. Ma con Ragazzo Triste, un brano che tratta la malinconia adolescenziale e le sfumature della solitudine, passato in radio nel 1966, che esplode il fenomeno Patty Pravo. Una voce diversa che spacca il panorama italiano. Una prospettiva femminile che osserva e comprende il dolore maschile. Una voce giovane e al contempo matura su un testo così delicato da creare un contrasto innovativo. Da lì, l'inizio di una carriera destinata a fare la storia. A seguire arrivano brani che hanno reso celebre Patty Pravo, come La bambola (1968), un testo pungente per l'epoca, una denuncia verso la riduzione della donna come a oggetto sessuale desiderato, diventando inno femminista ante litteram. Patty canta la ribellione con voce potente, senza giustificarsi.




La libertà prima della libertà 


Ma non è solo la sua voce grave a prendersi le attenzioni del pubblico. L'immagine di Patty Pravo rappresenta, per l'Italia degli anni '60- '70 una figura di rottura. Libera, elegante, fuori dagli schemi, Patty Pravo è fra le donne che riscrivono il concetto di femminilità rompendo codici fino ad allora immacolati. I suoi look sono audaci – indossa minigonne e porta capelli biondo platino che non la fanno passare inosservata – denotano una forte femminilità non addomesticata e magnetica. Gioca con il suo corpo, i suoi capelli, lo sguardo, portando sulle scene un'estetica rivoluzionaria che apre la strada a una libertà espressiva, indipendente anche nella sfera della sensualità. Una donna sulle righe che sente l'urgenza di perseguire una svolta, ma sempre con classe ed eleganza.



Pazza idea - 31 luglio 1973

Questo brano arriva come una doccia fredda. La pubblicazione ufficiale dell'album è il mese di aprile del 1973, ma è alla fine di luglio che il singolo scala le classifiche sancendo per la cantante una svolta nella sua carriera. Il 25 agosto raggiungerà il primo posto, ma è proprio in questi giorni che Pazza Idea entra nelle casse dei bar, nelle case, nelle radio e soprattutto nella quotidianità di milioni di italiani. 
Patty Pravo porta sotto i riflettori un argomento insolito per l'epoca, e lo fa con coscienza, consapevole che quella sarebbe stata una canzone destinata a smuovere i falsi casti animi che mai avrebbero immaginato la potenza di un testo che racconta il complesso e trasgressivo desiderio femminile, allora un tabù assoluto. Una donna che, mentre sta con un uomo, pensa ad un altro. Un uomo che ama profondamente e di nascosto. Un tradimento mentale che viene raccontato senza sensi di colpa. La libertà emotiva e sessuale – rarissima nella canzone italiana di quegli anni – lascia un seno forte e chiaro. 
La "pazza idea" non è solo un capriccio: è il diritto di desiderare, di scegliere, di vivere la propria interiorità senza censure morali. L'urgenza di liberarsi da catene che vedono le donne poste sotto osservazione costantemente è un segno distintivo di una cantante che ha fatto della sua ribellione il suo marchio di fabbrica. A seguire, nel 1978, arriva Pensiero Stupendo, un altro successo iconico. Un amore intenso, quasi mistico, un linguaggio poetico ed evocativo che ha reso questa canzone una delle più amate e riconoscibili della musica italiana.




Eredità

Quello che fa di Patty Pravo un'icona è sicuramente il suo essere camaleontica, sempre pronta a sperimentare. Non ha mai voluto, nella sua immensa carriera che ha attraversato più di sei decenni, rassicurante. Ha cercato sempre di trasformare la sua diversità in un linguaggio artistico che continua a lasciare un segno forte e chiaro anche nelle nuove generazioni. 
Le donne nei suoi brani non sono mai ferme ad attendere e non subiscono mai gli eventi. Agiscono, desiderano, scelgono. La sua complessità emotiva, dove nulla è mai solo bianco e nero, ha reso questa donna un' eroina. Patty canta emozioni "scomode" ma necessarie senza chiedere permesso. Arbitra di se stessa, ha reso il suo concetto di femminilità umano, mostrando come in una donna un angelo e un demone trovano il giusto equilibrio per una convivenza autentica. E grazie al suo linguaggio – accessibile ma ami banale – riesce ad arrivare a tutti, lasciando un segno indelebile.
Patty Pravo ha aperto la strada a molte artiste italiane. Ha dimostrato che restando fedeli alla propria natura si può essere popolari. Ha insegnato che la libertà non è uno slogan, ma una pratica quotidiana in ogni aspetto dalla scelta del vestiario al modo in cui vivere l'amore.
Pazza idea entra nel suo 53° anno di vita eppure risulta essere sempre attuale, una dichiarazione di libertà che non invecchia.
Una voce, quella di Patty, che ha trasformato la "pazzia" in coraggio, e il coraggio in arte. 
E quella voce, calda e graffiante, elegante e ribelle, continua ad imprimersi e a farsi ascoltare.












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