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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Il Natale sul Tevere - di Giovanna Santarsiero

 

Ancora uno Bart - di Antonio Tripaldi

“Nah! Versane ancora uno Bart” “Nessuno ti aspetta a casa stasera? La signora?” “La signora è dai suoi per il cenone quindi, versa pure, e versane uno bello grosso” Il bar era quasi deserto. Tranne qualche avventore seduto ai tavolini, seduto al bancone c’era solo lui, Robert. Non aveva alcuna voglia di tornare a casa e starsene da solo quella sera. “Come mai non sei insieme a Carla per le feste?” “Solite storie Bart, incomprensioni, gelosie. Quando si è ancora all’inizio tutto sembra bello e pieno di emozioni, poi vi conoscete a fondo, andate a vivere insieme. Per te subentra la noia, per lei il fastidio ed il sospetto. Ancora uno Bart.” “Guarda che tra un po devo chiudere” “‘Naaah. Chiama due pollastrelle e spassiamocela un po insieme stasera” “Non avrai già bevuto un po troppo?” “Io bevo sempre il giusto, vai con il liscio” Verso’ l’ennesimo whisky fino all’orlo, sperando fosse l’ultimo. “E Janet che fine ha fatto? La vedi più?” “Naaah amico. Ha fatto le valigie e mi ha piantato in ...

L’ultimo posto a tavola - di Giovanna Santarsiero

  I luoghi non cambiano: siamo noi a farlo, e, conseguentemente, anche ciò che i nostri occhi riescono a vedere. Modica. Erano trascorsi dieci anni dall’ultima volta in cui Luisa aveva messo piede lì, fra quelle case dorate ai pendici della valle, protese verso il cielo. Sembravano voler custodire segreti passati che nessuno aveva mai trovato il coraggio di svelare o forse ascoltare davvero. Aveva giurato a sé stessa che non sarebbe più tornata lì, eppure sedeva sul sedile posteriore di un taxi bianco che la stava riportando verso la sua casa d’infanzia, quella che l’aveva vista crescere, quella che l’aveva vista diventare donna prima della sua inarrestabile partenza, quella che sarebbe stata venduta a breve. Ecco la ragione del suo viaggio: tornare da mamma Teresa per aiutarla a svuotare quelle stanze da un ingombrante passato, dalle discussioni e i logorroici silenzi. Mantenere quella casa era diventato impossibile, soprattutto dopo la morte di suo padre Rodolfo, affe...

L’ultima cioccolata di Babbo Natale - di Giovanna Santarsiero

  11 dicembre 2025. Avvolta da maestose montagne mozzafiato e da boschi che paiono usciti da un racconto incantato, Castelrotto è in trepidazione per l’arrivo del periodo più magico dell’anno: il Natale. Le vie del borgo scintillano di luci multicolori, le note dei canti natalizi si diffondono nell’aria, come un’eco d’infanzia, mentre bancarelle colme di dolciumi, oggetti artigianali e profumi speziati si mescolano nel freddo invernale. L’atmosfera è pervasa da una gioia contagiosa, quella che i paesi di montagna sono in grado di custodire nel tempo. È in questo scenario che giunge il commissario Deliucius Mark, deciso a trascorrere le tanto attese ferie invernali, lontano da indagini complesse e casi logoranti. Aveva scelto Castelrotto proprio per la sua quiete: nessun mistero da risolvere, nessun enigma da decifrare. Solo neve e riposo. Dopo aver depositato i bagagli nell’Hotel Stella Alpina, un accogliete rifugio collocato nel borgo, Deliucius decide di immergersi nell’a...

Un regalo speciale - di Antonio Tripaldi

  Il freddo non gli dava tregua; lo colpiva, lo avvolgeva, lo marcava stretto. Era il 24 di dicembre . La tempesta di neve voleva proprio inondare tutto quel giorno, compreso lui. Si trovava nel parco del suo paese; seduto su una panchina, in balia di quella bufera, a pensare, a pregare forse. A casa sua tutti lo stavano aspettando: la moglie, il figlio piccolo, i genitori e le sorelle di lei, i genitori suoi insieme a suo fratello. Provava vergogna. Non voleva tornare a casa da sua moglie e soprattutto da suo figlio, a mani vuote. Non era colpa sua, ma lo stesso egli sentiva come se lo fosse davvero, e fosse soltanto sua. Lavorava per una ditta esterna in una fabbrica di gelati. Faceva le pulizie. Le cosiddette pulizie industriali . Non era un lavoro duro, anzi, forse poteva anche dirsi soddisfatto di farlo e, a dirla tutta, stava quasi accettando quel suo destino piccolo piccolo. Il problema era che non lo pagavano da mesi. Aveva potuto nascondere alla sua famiglia quella situaz...

Biglietto 12B - di Giovanna Santaarsiero

  Aosta, 09 dicembre 2025. La neve fioccava, coprendo sotto il suo candido manto, ogni cosa, anche l’antica stazione ferroviaria, chiusa ormai da decenni, della quale emergevano solo in parte i binari arrugginiti, rilasciando nell’aria un forte odore di ferro che andava in contrasto con la purezza del paesaggio innevato. A diversi metri da lì, Claudia Rossi, camminava fra le strade bianche della città, avvolta dal suo pesante cappotto di lana borgogna. Il capo coperto da un cappello di lana grigio, in tinta con i guanti e lo sciarpone, che lasciava scoperti solo i suoi grandi e vispi occhi verdi, attenti su dove mettesse i piedi, per evitare uno scivolone che le sarebbe costato una brutta contusione. Avanzava con una certa sveltezza, nonostante il tappeto bianco: quella mattina era in ritardo con l’apertura della sua libreria. Una volta lì, accese la luce, azionò i caloriferi e si svestì, pronta a dare il via ad una nuova giornata lavorativa. L’aria festosa del Natale era viva e la...

La pallina d'argento - di Giovanna Santarsiero

  Anche Tivoli, si accingeva a dare il benvenuto al Natale, il tempo più nostalgico e incantato dell’anno, quello che tutti attendono caricandosi di aspettative, desideri e speranze.  Nella piazza centrale, come da tradizione, fra le bancarelle che componevano i mercatini natalizi, le luminarie che scintillavano come stelle e le melodie che si diffondevano nell’aria fredda e profumata di vin brulé, alcuni operai erano alle prese con l’allestimento dell’albero che sarebbe stato acceso la sera dell’otto dicembre. In quel clima di festa e di attesa, nella quiete della sua dimora, come ogni anno, Anna si preparava psicologicamente ad affrontare un mese tanto luminoso, quanto doloroso, intriso com’è di ricordi dolci ma struggenti. Venti anni prima, un incendio aveva devastato la sua abitazione, portandole via ciò che aveva di più prezioso al mondo: Giulia, la sua bambina. Quel triste ricordo pungeva il suo cuore come una spina che non può essere letale, ma causa un dolore costante ...

LA STELLA DI BETLEMME - Racconto di Giovanna Santarsiero

  Oltre il caos travolgente della città si estendeva la terra che si tingeva di infinite sfumature di verde, da quelle più accese a quelle più cupe, che prendevano o perdevano brillantezza in base alla presenza della luce calda che il sole emanava. Fra tutto quel verde, intriso di vita animale, si espandeva un lago le cui acque riflettevano l’azzurro del cielo, alle volte terso e altre trapuntato di nuvole bianche gonfie come un simpatico zucchero a velo che si avvolge intorno ad un esile bastoncino di legno stretto fra le tenere mani di un bambino, e che celava segreti e misteri che il resto del mondo ignorava. Era un posto che amavo particolarmente e che avevo scoperto per puro caso durante una delle mie consuete passeggiate nella natura, la mia via di fuga dalla frenesia della quotidianità cittadina che in un modo o nell’altro condizionava la mia tranquillità. In quel lago, la mente e l’anima trovavano rifugio per dare vigore alla pace di cui avevano tremendamente bisogno perd...