Aosta, 09 dicembre 2025. La neve fioccava, coprendo sotto il suo candido manto, ogni cosa, anche l’antica stazione ferroviaria, chiusa ormai da decenni, della quale emergevano solo in parte i binari arrugginiti, rilasciando nell’aria un forte odore di ferro che andava in contrasto con la purezza del paesaggio innevato. A diversi metri da lì, Claudia Rossi, camminava fra le strade bianche della città, avvolta dal suo pesante cappotto di lana borgogna. Il capo coperto da un cappello di lana grigio, in tinta con i guanti e lo sciarpone, che lasciava scoperti solo i suoi grandi e vispi occhi verdi, attenti su dove mettesse i piedi, per evitare uno scivolone che le sarebbe costato una brutta contusione. Avanzava con una certa sveltezza, nonostante il tappeto bianco: quella mattina era in ritardo con l’apertura della sua libreria. Una volta lì, accese la luce, azionò i caloriferi e si svestì, pronta a dare il via ad una nuova giornata lavorativa. L’aria festosa del Natale era viva e la...